Itaca n. 17

17 TITOLO La Cura AUTORE F. Battiato ALBUM “L’Imboscata”, 1996 TITOLO Il Grande Gatsby AUTORI F. S. Fitzgerald CASA EDITRICE Feltrinelli TITOLO La Cura AUTORE H. Hesse CASA EDITRICE Adelphi TITOLO L’insostenibile leggerezza dell’essere AUTORE M. Kundera CASA EDITRICE Adelphi C O N S I G L I D I L E T T U R A La Cura inutile resistere all’istinto di scalare la ripida pendenza dell’originalità senza menzionare La cura di Franco Battiato. Questa canzone, celebre come poche, risuona spesso in occasioni di matrimoni, battesimi e perfino funerali, grazie alla sua universale risonanza. La sua forza risiede proprio nell’ambiguità poetica che non delinea chiaramente se le parole siano pronunciate da un genitore verso un figlio, tra amanti o amici. Questa vaghezza conferisce alla canzone un senso di eternità, rendendola un innegabile punto di riferimento quando si parla di “cura”. La cura è una canzone d’amore senza mai usare la parola “amore”, - diceva Battiato - perché la cura è un amore che non ha un ritorno, un amore a senso unico. “La cura” danza così attraverso epoche, lingue e arti. Si tesse nelle note di una canzone, si riflette nelle pagine del romanzo omonimo di Hermann Hesse, attraversa le trame del Novecento con Il Grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald e L’Insostenibile leggerezza dell’Essere di Milan Kundera, e riemerge, con semplicità, in Esopo: Il Leone e il Topo, è una favola amatissima dai bambini di ogni tempo. Nel romanzo di Hesse, un intellettuale ospite alle terme di Baden, in cerca di sollievo per la sciatica, intraprende un viaggio di introspezione ed autocomprensione. Il dolore fisico, che paradossalmente peggiora in un ambiente che concepisce la cura solo come protezione e non come catalizzatore di cambiamento, scatena una crisi esistenziale che lo guida verso una cura più profonda e personale attraverso l’analisi della propria anima. Questa concezione della cura, così profondamente intrisa di spiritualità e introspezione, riflette l’influenza del pensiero orientale e dell’interesse di Hesse per il Buddismo e l’Induismo, che considerano la consapevolezza e l’autocomprensione come strumenti fondamentali per la guarigione e l’armonia interiore. Sempre nel Novecento, Fitzgerald e Kundera propongono diverse interpretazioni della cura. Nel Grande Gatsby assistiamo ad una cura ossessiva ed autodistruttiva da parte di Gatsby per Daisy. Una cura singolare, come aveva intuito Hesse, non in armonia con la vita, che è invece fatta di una molteplicità gioiosa. Al contrario, L’Insostenibile leggerezza dell’Essere di Kundera è un’opera che esplora la cura attraverso le complesse dinamiche affettive dei suoi personaggi. Il romanzo segue le vite di Tomas, un chirurgo, e Tereza, la timida moglie, in un viaggio che rivela le molteplici sfaccettature dell’amore e dell’attenzione. La cura in questa opera si rivela nelle delicate tensioni tra la leggerezza dell’essere di Tomas e il peso dell’esistenza di Tereza. Kundera sottolinea come la cura non sia solo una questione di atteggiamento, ma anche di comprensione reciproca ed accettazione delle differenze. La cura, qui, si intreccia con il perdono, la tolleranza e l’affetto, dimostrando che può essere un potente strumento di crescita e di comprensione umana. Esopo nella favola Il Leone e il Topo esemplifica la cura nella sua forma più pura. Il leone, re indiscusso della savana, risparmia la vita ad un minuscolo topo in un atto inaspettato, e quando si troverà in difficoltà, il topo lo soccorrerà, simboleggiando l’interdipendenza e reciprocità della cura. Queste opere, ciascuna a suo modo, presentano “la cura” non solo come trattamento di un male, ma come gesto d’amore, come attenzione verso l’altro e come responsabilità per la nostra esistenza. Che si tratti delle armonie di Battiato, delle trame di Hesse, Fitzgerald, Kundera o della semplicità di una favola, il messaggio è lo stesso: la cura è un’arte, un impegno, un atto di nobiltà e, soprattutto, una forma di amore assoluto ed incondizionato. Antonella Roncarolo É TITOLO Favole AUTORE Esopo CASA EDITRICE BUR

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