Il Monastero - Il restauro

strutture orizzontali dei vari piani dell'edificio: il solaio e le volte del piano sottostrada e i solai del piano terra, del primo e del secondo piano, con la relativa scala. La chiesa, in seguito al sisma, mostrava la cattiva qua- lità della sua muratura a sacco con spanciamenti dei para- menti murari in travertino sui due lati. La presenza di una nuova copertura con cordoli in cemento armato in sommità dei muri perimetrali aveva contenuto i dissesti, ma la scaden- te ammorsatura aveva provocato il distacco della facciata dalle pareti laterali della navata. L'abside semicircolare aveva risentito gravemente del- l'onda sismica con il crollo di parte del paramento murario esterno compreso tra la cornice di sommità e l’arco della monofora. Internamente la struttura muraria risultava com- promessa per la presenza di lesioni nel catino e sui muri ver- ticali in corrispondenza della monofora. Il campanile a vela, di limitato spessore e con connes- sioni murarie degradate, minacciava il crollo e presentava lesioni sull'arco e una rotazione con scorrimento dei piedritti. Per il recupero dell’aula sacra era necessario eliminare le sconnessioni strutturali tra le pareti, risanare le fondazioni, consolidare le murature in elevazione, eliminare le spinte orizzontali della volta del catino absidale, ripristinare i para- menti murari esterni dell'abside, verificare gli appoggi delle capriate, ripristinare le connessioni dei cordoli perimetrali longitudinali con le pareti trasversali, in modo da inserire opportuni controventamenti e tiranti. Il sisma aveva danneggiato ulteriormente, con fessura- zioni orizzontali e verticali, sia l’affresco della Vergine in trono col Bambino che quello raffigurante Sant’Antonio. In particolare tutti gli affreschi della zona absidale avevano subi- to distacchi, fessurazioni e perdite del supporto pittorico. La presenza inoltre di una pietra tombale e di un fonte battesimale, già rimossi dalle sedi originarie, richiedeva la conservazione e protezione in un luogo sicuro in attesa della definitiva ricollocazione. Nell’ala sud dell'antico complesso monastico, il rifaci- mento della copertura con cordoli in cemento armato e l’in- tervento di consolidamento della volta a botte della sacrestia avevano evitato il crollo di questa antica parte della costru- zione, ma la mancanza di opportuni tiranti ai vari livelli aveva provocato spanciamenti nelle murature perimetrali, evidenziati negli spigoli verticali esterni e nel distacco inter- no della volta dalle pareti. La mancata manutenzione della restante parte, già interessata da precedenti crolli, aveva provocato cedimenti nelle strutture murarie verticali. In seguito al terremoto la copertura lignea di questa parte del monastero era crollata completamente insieme alle strutture lignee del primo piano; i muri portanti interni avevano ceduto, come pure gran parte a sinistra Veduta da est della zona absidale prima del restauro, 1999 sotto Il complesso monastico nel contesto ambientale, 1998 81

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