Il Monastero - Il restauro

controsoffitto in legno e in laterizio della navata, l'altare principale seicentesco e gli altari laterali ottocenteschi. Gli intonaci con le decorazioni pittoriche ottocentesche furono rimossi mettendo a nudo, senza alcuna protezione, i resti degli antichi affreschi. Furono trasferiti tutti gli arredi e smontati il fonte battesimale, la balaustra in ferro e la pietra tombale del preposto Vannarelli. Fu smantellato il tetto della chiesa, cordoli in cemento armato furono realizzati sulla sommità dei muri perimetrali e in alcuni punti rimasero in vista. L'originaria copertura in capriate in legno di castagno, travi e tavolato fu sostituita da una nuova copertura in legno d’abete con soprastanti travi- celli e pianelle in cotto di tipo industriale. I lavori non portarono i risultati auspicati e di fronte alla nuova situazione più complessa e compromessa, il parro- co don Tommaso Monti con lettera del 29 settembre 1984 incaricava l’architetto Alfredo Guidotti di predisporre un organico progetto di restauro per l’antico monastero. In seguito alla delibera del Consiglio Regionale n. 82/87, legge n. 879/1986, art. 24, fu concesso un piccolo contributo per il ripristino e la riparazione del monastero e fu redatto, su commissione del Comune di Acquasanta Terme con lettera del 18 gennaio 1988, prot. n. 247, un pro- getto approvato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Ancona con lettera prot. n. 12918, pos. AP/771 del 17/10/1989. Il finanziamento concesso permise solo un parziale consolidamento dell’ala nord del monastero, con un primo risanamento delle fondazioni, dei muri perimetrali e della copertura. Inoltre fu compreso nei lavori un iniziale consoli- damento delle volte a botte presenti al piano sottostrada e nella sacrestia. I lavori appaltati nel 1990, furono eseguiti e completati nel 1993. Nel frattempo, in forza della legge n. 222 del 20 mag- gio1985, l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Ascoli Piceno subentrava ope legis ai benefici parrocchiali e alla nuova casa colonica, mentre il complesso monastico di San Benedetto in Valledacqua passava alla Parrocchia di San Lorenzo in Paggese. Il terremoto del 26/09/97 aggravava le condizioni sta- tiche e funzionali dell'intero monastero. L’ala nord, priva di idonee strutture orizzontali di piano, senza cordoli perimetrali con strutture murarie interne non consolidate, dopo il sisma, presentava lesioni diffuse ai vari piani, sui muri portanti interni ed esterni, in corrispon- denza delle aperture di porte e finestre, sulle pavimentazioni e sugli intonaci interni; in particolare si evidenziavano gravi dis- sesti sulla scala di collegamento tra i vari piani. Si rendeva necessario un globale intervento di ripristi- no, consolidamento e recupero funzionale che interessasse le 79 a lato Veduta da sud-est del monastero prima del restauro, 1999

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