Il Monastero - Il restauro

I più antichi documenti che attestano l'esistenza della chiesa di San Benedetto e del relativo monastero, posti nella contrada Valledacqua, risalgono al Catasto ascolano del 1381, dove sotto la voce Sindacatus Vallis daqui vengono elencate diverse proprietà con i relativi confini con la formu- la rem Sancti Benedicti , 12 e alla bolla di Bonifacio IX del 1395 relativa al preposto del monastero di San Benedetto, qui denominato di Luco, che risolve a favore di quest'ultimo la questione sorta con il preposto precedente, divenuto poi Vescovo, circa l'usufrutto dei beni del monastero 13 . Tali documenti lasciano dunque supporre la rilevanza ed il prestigio del monastero di San Benedetto nella vallata e giustificano un ampliamento dell'originario insediamento monastico, avvenuto con ogni probabilità dopo la seconda metà del XIII secolo. L'ampliamento interessò tutto il complesso architetto- nico. Furono realizzati i muri perimetrali dell’intera chiesa e la navata fu separata dal presbiterio da un imponente arco trionfale. Nella facciata rivolta ad ovest si aprivano un porta- le caratterizzato da un grosso architrave sormontato dalla lunetta di un arco a tutto sesto, formato da conci di grande spessore, e una sovrastante monofora strombata. Le pareti a vista furono costruite con blocchi ben squadrati di travertino locale, ricco di numerosi elementi fossili, presenti anche nella soglia d’ingresso. Conci lavorati con figure a rilievo, quali un piccolo serpente che striscia e due anelli concentrici, erano posti in facciata vicino alla monofora; un concio con un solo anello era posto alla stessa quota sul fianco sud. La navata, delle dimensioni medie di metri 11,45 di lunghezza e 6,80 di larghezza, prendeva luce anche da due piccole finestre a cappuccina, poste sul lato sud. I paramenti murari, realizzati in blocchi di travertino di piccole dimen- sioni, erano a vista e il tetto della chiesa era a capriate, con sovrastante manto di tavole e coppi. Il presbiterio, delle dimensioni medie di metri 4,10 di lunghezza e 6,65 di larghezza, separato dalla navata dall’arco trionfale, era sopraelevato di un gradino e i muri poggiavano in parte sulle fondamenta delle vecchia chiesa, che avevano livellato il terreno di fondazione. Le due pareti laterali del presbiterio furono realizzate fino all’imposta dell’arco trion- fale con uno spessore maggiore, delimitato da una cornice sagomata, ora scalpellata. La parete nord, al di sotto della cornice, risulta solo appoggiata al muro absidale, senza alcu- na ammorsatura. Al centro restano gli stipiti di una porta con arco a tutto sesto in conci di travertino ben squadrati, coro- nati all’estradosso da listelli in cotto, con sovrastante fascia marcapiano di mattoni disposti ad angolo. Nel lato sud un arco, innestato nella parete absidale, metteva in comunicazione la chiesa con la torre campanaria. Al di sopra della cornice una piccola porta, originariamente 68 sotto Sottotetto della navata, 1976 a destra Interno della chiesa, 1976

RkJQdWJsaXNoZXIy NTczNjg=