Il Monastero - Il restauro

La ricca vegetazione, la presenza di sorgenti naturali, la vicinanza del fosso di Luco, hanno mantenuto inalterato nel corso dei secoli il fascino del luogo e la sua vocazione ad un insediamento umano e religioso e testimoniano il sorgere di un antico edificio di culto, già intorno all’anno Mille. Il recente scavo archeologico, all’interno della chiesa, ha per- messo di recuperare, nelle fondamenta di una chiesa più pic- cola e sulla copertura di un ossario, diversi conci affrescati che attestano la trasformazione di un primo nucleo religioso nel corso dell’XI secolo 3 . Di questa prima costruzione null’altro è stato rinvenu- to ma le fonti storiche suggeriscono delle ipotesi. Alcuni sto- rici 4 hanno identificato il monastero di San Benedetto in Valledacqua con quello fondato dal vescovo Adamo tra il 990 e il 996 nel territorio ascolano di Sumati detto Inter Casas et Parasolem e dotato di mille moggia di terreno comprese tra Furcella Vetulum , il fiume Quieto , la via per Confinio e il rio Cupo 5 , ma i toponimi sembrano rimandare a quelli recenti di Sommati e alla strada che passa per Configno, ora nel terri- torio di Amatrice 6 . Inoltre nelle donazioni del 1080 di Aldone e Paganello e della loro madre del monastero di San Benedetto in tres casae al monastero di Farfa 7 , i nomi dei luoghi che delimita- no il territorio ceduto insieme al monastero richiamano quel- li attuali. Il fiume Andailla , che scorre dal Castello Cantarello e si dirige al fiume Tronto, si può identificare con l'attuale fiume Scandarello, Anomisi con il paese di Nommisci, i con- fini Ratina con quelli reatini e il fiume Matrice con il fiume di Amatrice. Nel paese di San Benedetto di Amatrice riman- gono i resti di un antico edificio religioso con cornici e trac- ce di affreschi inglobati nelle mura del cimitero, posto sul Colle della Chiesa nei pressi del lago Scandarello. Dall’analisi del documento di fondazione di San Benedetto Inter casas , da parte del vescovo Adamo, si rileva anche una donazione, posta in un luogo diverso da Sommati, ad Aqui et Ripa , retta da Giovanni figlio di Lupo. Si può ipotizzare che il territorio di Aqui et Ripa coin- cida con quello di Valledacqua e che qui sia sorta, intorno all’anno Mille, una prima chiesa della quale ci restano solo pochi conci affrescati. Il territorio di Aqui e Ripa è citato anche nelle donazio- ni del 5 maggio 1039 di Ilperimo e di suo figlio Trasmondo al monastero di Farfa. Nella donazione di Trasmondo e di sua moglie Biliarda 8 di settemila moggia di terreno situato nel territorio di Acqui compreso tra il torrente di Luco e i torrenti Laesianum e Rofenianum , gli attuali Lisciano e Grufignano, e tra il fiume Castellanum , il torrente Fluvionem e il rivo Lanosia , identifi- cabile con il torrente Noscia, vengono elencati anche il castello di Fociano detto Turris con la chiesa S. Luciae , Ariola 66 pagina precedenti Il monastero di Valledacqua, vedute da ovest e da est, 1976 sotto Interno della chiesa, 1976

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