Il Monastero - Il restauro

N el territorio di Acquasanta Terme, lungo la via Salaria, la vallata a monte del Castello di Luco, in località Valledacqua, fa da scenario ad un interes- sante complesso monumentale dedicato a San Benedetto. La chiesa, ad unica navata con abside semicircolare, per la varietà della tessitura muraria e l'articolazione dello spazio architettonico, testimonia le trasformazioni e gli ampliamen- ti avvenuti nel corso dei secoli. Le mura più antiche del com- plesso monastico sono realizzate con conci di travertino, ben squadrati e di piccolo formato, e presentano porte caratteriz- zate da architravi e archi a tutto sesto, con triangolo di scari- co interno. Monofore strombate con arco a tutto sesto sono presenti sulla facciata principale e sulla parete absidale della chiesa e sull’ala nord del monastero. Sulla facciata principale a capanna, rivolta ad ovest, al di sopra del portale, s’innalza un piccolo campanile a vela con un’unica campana e ai lati s’innestano, a nord, le mura più antiche del monastero, e a sud, le parti più recenti. A nord i resti dell’antico monastero sono inglobati in un’unica struttura longitudinale che si sviluppa su quattro piani, suddivisa in tre settori da due muri trasversali sui quali poggiano i solai lignei degli impalcati. Solo il settore più a nord presenta al primo livello due locali coperti da volte a botte. A sud il fabbricato costituito da due corpi affiancati, costruiti in successione, adiacenti e paralleli alla navata della chiesa, si sviluppa su due piani con solai lignei. Quello con- tiguo alla chiesa è stato addossato alla sacrestia coperta da una volta a botte. L’intero complesso monastico, realizzato in muratura a sacco, presenta i paramenti a vista costituiti da conci squa- drati di travertino nelle parti più antiche e conci irregolari nelle parti più recenti, legati da malte poco tenaci. Internamente tutte le murature risultano intonacate e imbiancate. I solai di piano con orditura di travi e tavole in casta- gno presentano al di sopra del massetto una pavimentazione in cotto. La copertura della chiesa è a capriate con arcarecci e tavole. Nell’ala nord l’orditura è costituita da travi con travi- celli e tavolato in legno di castagno, nell’ala sud è in travi di legno di castagno disposte ortogonalmente ai muri longitu- dinali con schema statico spingente. Il sito, frequentato in epoca antica, aveva già restituito alla fine dell’Ottocento un vaso di bronzo di particolare pre- gio con la raffigurazione di una pantera che divora una galli- na 1 . Lo scavo archeologico dell’intero complesso monastico, preliminare ai lavori di consolidamento delle fondazioni, ha permesso di individuare, all’interno della chiesa, elementi che rimandano ad una frequentazione protostorica 2 . L E VICENDE ARCHITETTONICHE Lidia Decherchi 65

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