Il Monastero - Il restauro
zioni della parete absidale, del fianco nord della chiesa, della facciata principale e dei muri settecenteschi della sacrestia. Ad una quota più bassa sono state uniformate le fonda- menta del corpo monastico dell’ala nord. Gli interventi di risanamento conservativo delle murature di fondazione e le opere di sottofondazione con l’ampliamento della base sono state realizzate con la tecnica del cuci e scuci. Il consolidamen- to delle murature è stato eseguito con stuccature e iniezioni di boiacca di calce e le parti interrate sono state protette dall’u- midità con vespai aerati. All’interno della chiesa, la presenza degli ossari costrui- ti a ridosso delle fondazioni e le fondamenta della chiesa absi- data più antica, che si intersecavano con i muri perimetrali di quella attuale, hanno comportato il risanamento di zone murarie più ampie e articolate, interessando anche le muratu- re degli ossari interrati e le volte che li coprivano. Le nuove murature di sottofondazione e le parti interes- sate dal cuci e scuci sono state evidenziate in modo da render- le distinguibili da quelle originarie, con l’inserimento di pie- tre datate. I reperti dello scavo archeologico, le fondamenta e gli ossari sono stati separati dal massetto di fondazione del vespaio soprastante con teli di protezione riempiti di ghiaia per livellare il piano di posa. I pavimenti a diretto contatto con il terreno sono stati isolati dall’umidità da un vespaio aerato costituito da muretti di mattoni con soprastante guaina bituminosa, tavellonato e soletta in calcestruzzo armato. Al di sopra dei vespai, delle volte e dei solai, sono stati posti i pannelli radianti dell’impianto di riscaldamento e sul massetto soprastante sono state poi realizzate le nuove pavi- mentazioni in cotto, mantenendo le mattonelle originarie nel- l’area sacra e utilizzando materiali analoghi nelle restanti parti, seguendo per la posa i disegni di rilievo. Le pareti antiche del complesso monastico che presen- tavano ancora una buona tessitura dei conci in travertino sono state lasciate a vista, mentre quelle compromesse dalle successive trasformazioni, come quelle della sacrestia e di alcu- ne parti dell’ala nord, sono state intonacate con malta di calce, seguendo l’originaria morfologia delle murature. Gli infissi fatiscenti sono stati completamente sostituiti con degli elementi analoghi nei materiali e nelle tipologie. Solo i due portoni principali di accesso alla chiesa e all’ala nord del monastero sono stati recuperati con un accurato intervento di restauro ligneo. La chiesa e il monastero sono stati dotati di nuovi impianti tecnologici per il riscaldamento con pannelli radianti a pavimento, per l’illuminazione dei vari ambienti e per la nuova rete idrica e sanitaria, realizzati nel rispetto della particolare conformazione architettonica dell’edificio, collo- cando le centrali tecnologiche nei locali realizzati della nuova foresteria. Il lavoro di restauro del complesso monastico, scaturito da un’accurata analisi morfologica, si è concretizzato con un rispettoso recupero funzionale che ha rinnovato la sua origi- naria vocazione e ha permesso la presenza di una comunità monastica che tra le antiche pietre mantiene vivo il quotidia- no cammino di lavoro e preghiera. Il restauro ha ridato così vita ad un organismo articolato e omogeneo in cui le trasfor- mazioni edilizie segnano, come rughe profonde, il passaggio del tempo e della storia e trasmettono, col fascino del passato, il tacito patto del padre che tramanda ai figli il suo sapere. 118 a destra Il complesso del monastero visto da nord-est a lavori di restauro ultimati
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