Il Monastero - Il restauro

e con percorsi pavimentati con lastre di travertino grezze poste su un sottofondo di sabbia, al di sopra di una base di breccio- ne stabilizzato e livellato. Un teatro all’aperto è stato previsto nella concavità naturale posta a sud-ovest dell’area del com- plesso monastico, all’interno del semicerchio delle querce secolari che conclude nel verde la trasformazione della casa colonica divenuta un’accogliente foresteria dotata di sale poli- valenti e servizi. Il monastero di San Benedetto, costruito a ridosso della scarpata sul versante sinistro del fosso di Luco, era da tempo minacciato dalla lenta ed inesorabile erosione causata dal corso delle acque. La scarpata, al di sotto del fronte est del monastero, dopo il terremoto risultava instabile e si è quindi deciso di intervenire lungo il letto del fosso con opere di pro- tezione dall’erosione e di sostegno per bloccare l’evoluzione morfologica della parte superficiale del terreno, molto incli- nata e ricca di vegetazione. Una gabbionata è stata realizzata sulla sponda sinistra del fosso seguendo il naturale andamen- to del letto a partire dall’affioramento roccioso in prossimità del ponte, a monte della chiesa, fino ad arrivare al di sotto della parte più a valle del monastero con un numero sempre più elevato di blocchi sovrapposti. La sovrapposizione delle singole gabbie è stata sfalsata in modo da formare gradoni che salgono sul versante leggermente inclinati verso il terre- no, con la base interrata per proteggerla da erosioni future. L’intervento inoltre tende ad impedire che le infiltrazioni d’acqua giungano da monte fin sotto le fondamenta del monastero. Le gabbionate, realizzate all’inizio dei lavori, alla conclusione del restauro erano già ricoperte dalla vegetazione naturale e ben inserite nel paesaggio circostante. L'intervento di restauro è stato preceduto da un accura- to puntellamento delle murature pericolanti, in particolare della parete absidale, e dal montaggio di opportuni ponteggi per l’esecuzione degli interventi prioritari sulle murature. Si è passati poi alla rimozione dei materiali recuperati all’interno del complesso architettonico e di quelli riguardanti i crolli, con la cernita e lo stoccaggio dei materiali riutilizzabili. Sono stati protetti gli affreschi quattrocenteschi posti sulle pareti del presbiterio e sulle rimanenti parti degli intona- ci sono stati eseguiti nuovi saggi che hanno individuato parti affrescate di due figure femminili, una sulla parete absidale ed una sulla parete sud della navata. Ripristino della pavimentazione della chiesa: vespaio e massetto, impianto termico, posa degli elementi originari in travertino e in cotto 111

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