Bilancio Valle d′Aosta 2025/2027

La domanda sociale e gli anziani, il Defr 2025-2027 e il nuovo Bilancio regionale Le politiche di bilancio in Valle d’Aosta across•concept

2 Coordinamento: Domenico Falcomatà A cura di Francesco Montemurro Ottobre 2024

3 Il contesto demografico e l’evoluzione della domanda sociale

La debolezza dei saldi migratori: diminuisce la capacità attrattiva della V.d.A 4 * Il tasso è calcolato come rapporto tra il saldo migratorio (differenza tra iscritti e cancellati per trasferimento di residenza) e i residenti con titolo di studio terziario (laurea, AFAM, dottorato) della stessa classe di età. Nel 2012/2024 (1° gennaio) la popolazione valdostana è diminuita da 127.305 a 123.018 unità, con variazione negativa pari a -3,4%. Le ragioni di questo fenomeno, che investe ormai la maggior parte delle aree italiane, sono rintracciabili nel peggioramento della dinamica naturale (il forte calo delle nascite e il tasso di mortalità in continuo aumento per effetto dell’invecchiamento) e nella debolezza della dinamica migratoria. Nel 2022 e 2023 la Valle d’Aosta registra saldi migratori interni positivi ma tra i più contenuti nel Centro-Nord, mostrandosi poco attrattiva verso gli abitanti delle altre regioni. In base alle elaborazioni di Banca d’Italia, il saldo migratorio interno è pressoché nullo nella media del periodo 2007/2022, con i trasferimenti verso le altre regioni che, almeno fino al 2019, hanno privilegiato il Nord (in particolare Piemonte ed Emilia Romagna), a fronte di afflussi netti dalle regioni del Mezzogiorno (principalmente Campania, Calabria e Sicilia). Il tasso di migrazione estero è in discreto recupero sia nel 2022 che nel 2023, comunque con valori più contenuti rispetto alla media nazionale e del Nord. Al 1° gennaio 2024 gli stranieri costituiscono il 7% dei residenti, in lieve crescita rispetto al precedente anno: percentuali più contenute si rilevano soltanto nelle regioni meridionali. La bassa presenza straniera può essere spiegata, almeno in parte, con l’assenza di grandi insediamenti urbani e produttivi, la scarsa disponibilità di abitazioni e un più elevato costo della vita. I trasferimenti di residenza dei cittadini italiani verso l’estero risultano sostenuti.

La debolezza dei saldi migratori: diminuisce la capacità attrattiva della V.d.A 5 * Il tasso è calcolato come rapporto tra il saldo migratorio (differenza tra iscritti e cancellati per trasferimento di residenza) e i residenti con titolo di studio terziario (laurea, AFAM, dottorato) della stessa classe di età. In base ai dati ISTAT, nel 2022-2023 dopo il Trentino Alto Adige (3,4 per mille), la Valle d’Aosta, insieme con Molise e Veneto, presenta i tassi di espatrio più elevati, superiori al 2,5 per mille. La mobilità dei giovani laureati (25-39 anni) valdostani - verso l’estero e le altre regioni italiane - è la più elevata in assoluto tra le regioni del Nord: il tasso di mobilità è pari a -7,2 nel 2022 (dati ISTAT).* Secondo Banca d’Italia, sia i flussi verso l’estero sia quelli interni hanno coinvolto in ampia misura giovani tra i 18 e i 39 anni.

I principali indicatori demografici: senilizzazione e saldi migratori 6 La Valle d’Aosta, nello scenario generale di invecchiamento della popolazione italiana, presenta un livello di senilizzazione più alto della media. All’inizio del 2024 gli ultra65enni sono pari a un residente su quattro, il 25,3% della popolazione complessiva; il valore medio Italia è del 24,3%, per il Nord-Ovest è pari al 24,9%. Le proiezioni demografiche indicano che nel 2033 i cosiddetti anziani (un concetto che appare sempre meno adeguato a descrivere la pluralità di condizioni di vita di coloro che si trovano in età da pensione) con più di 65 anni costituiranno il 30,4% e nel 2043 il 34,9% della popolazione in regione(fonte: ISTAT, scenario di previsione mediano). I residenti con più di 85 anni – la fascia anagrafica in cui si concentrano le condizioni di fragilità – nel 2023 pari al 3,8%, è stimata al 5% nel 2033 e al 6 nel 2043. Scenari che produrranno un forte impatto sulla domanda di servizi sanitari e lungo-assistenziali, mettendo alla prova il sistema di long-term care. L’analisi condotta suddividendo il territorio regionale in quattro fasce corrispondenti alla dimensione del comune, mostra che la città di Aosta (l’unica con più di 20.000 abitanti) presenta uno stadio più avanzato del processo di senilizzazione, con una percentuale di anziani del 28,3% al 2024. Seguono i piccolissimi comuni fino a 1.000 abitanti (25%), quelli da 3.001 a 5.000 (24,3%) e quelli da 1.001 a 3.000 (23,7%). Si presenta quindi una nota «relazione a U», riscontrabile anche in altre zone del Paese, tra la dimensione demografica del comune e il suo tasso di invecchiamento.

7 Valle d'Aosta Nord Italia Indicatori 2019 2021 2022 2023 2024 2019 2021 2022 2023 2024 2019 2021 2022 2023 2024 popolazione 0-14 anni al 1° gennaio (valori percentuali) - al 1° gennaio 13,1 12,7 12,4 12,1 11,8 13,1 12,8 12,6 12,4 12,1 13,2 12,9 12,7 12,4 12,2 popolazione 15-64 anni (valori percentuali) - al 1° gennaio 63,1 62,9 62,9 62,9 62,9 63,1 63,1 63 63,1 63,1 64 63,6 63,5 63,5 63,5 popolazione 65 anni e più (valori percentuali) - al 1° gennaio 23,8 24,4 24,7 25 25,3 23,8 24,1 24,4 24,5 24,8 22,9 23,5 23,8 24 24,3 indice di dipendenza strutturale (valori percentuali) - al 1° gennaio 58,6 58,9 59 58,9 59 58,5 58,5 58,7 58,5 58,4 56,4 57,3 57,5 57,4 57,5 indice di dipendenza degli anziani (valori percentuali) - al 1° gennaio 37,8 38,8 39,3 39,7 40,2 37,7 38,2 38,7 38,9 39,2 35,8 37 37,5 37,8 38,3 indice di vecchiaia (valori percentuali) - al 1° gennaio 181,7 192,3 199,5 205,9 214,5 181,7 188,6 193,4 198,5 204,8 174 182,6 187,6 193,1 199,8 età media della popolazione - al 1° gennaio 46,2 46,6 46,9 47,1 47,3 46 46,4 46,6 46,8 46,9 45,5 45,9 46,2 46,4 46,6 L’evoluzione delle fasce di età e l’invecchiamento della popolazione Fonte: elaborazione su dati ISTAT Dati al 1° gennaio. Per il 2024 i dati sono provvisori

8 Valle d'Aosta Nord Italia Indicatori 2019 2023 2019 2023 2019 2023 tasso di natalità (per mille abitanti) 6,7 5,8 7 6,3 7 6,4 tasso di mortalità (per mille abitanti) 11,1 11,1 10,8 11,1 10,6 11,2 crescita naturale (per mille abitanti) -4,4 -5,3 -3,9 -4,8 -3,6 -4,8 tasso di nuzialità (per mille abitanti) 3,4 3,5 3,7 2,9 3,1 3,1 saldo migratorio interno (per mille abitanti) 0,9 0,3 2,4 2,1 0 saldo migratorio con l'estero (per mille abitanti) 1,9 4,1 3,2 5,4 2,6 4,6 saldo migratorio totale (per mille abitanti) -0,5 4,4 3,5 7,4 0,7 4,6 tasso di crescita totale (per mille abitanti) -4,9 -0,9 -0,4 2,7 -2,9 -0,1 numero medio di figli per donna 1,31 1,16 1,31 1,21 1,27 1,2 età media della madre al parto 32,2 32,7 32,2 32,6 32,1 32,5 speranza di vita alla nascita - femmine 85,6 84,9 85,8 85,7 85,4 85,2 speranza di vita a 65 anni - femmine 22,9 22,5 22,9 22,8 22,6 22,4 speranza di vita alla nascita - totale 82,7 83,1 83,5 83,6 83,2 83,1 speranza di vita a 65 anni - totale 20,9 21,1 21,2 21,3 21 20,9 I principali indicatori demografici Fonte: elaborazione su dati ISTAT I dati al 2023 sono provvisori

Le stime dell’ISTAT mostrano che è in corso, in tutte le regioni italiane, una tendenza alla frammentazione dei nuclei familiari, con una crescita – da Nord a Sud – della percentuale di famiglie “monocomposte”. In Valle d’Aosta la famiglia unipersonale si sta affermando come il modello di residenza prevalente. Nel 2023 la nostra regione risulta essere, con il 41,2%, quella con l’incidenza di persone sole più alta subito dopo la Liguria (42,9%); valori assai più elevati della media Nord (35,6%) e Italia (34,4%). Fenomeno da mettere in relazione anche con la forte incidenza di popolazione molto anziana, più esposta al rischio di vedovanza. L’incidenza delle famiglie mononucleari in Valle d’Aosta è destinata a crescere sensibilmente nei prossimi venti anni (v. slide n. 12) All’opposto, l’incidenza delle famiglie numerose (con 5 o più componenti) è più bassa della media Nord (3,8 vs. 4,5%). Questo dato è almeno in parte spiegato dalla bassa frequenza delle famiglie «allargate», composte da nuclei aggregati (coppie con o senza figli che vivono sotto lo stesso tetto) o da un nucleo con aggregati altri membri (anziani, orfani, …). Queste forme di residenza, che rappresentano talvolta strategie per fronteggiare le difficoltà che le persone incontrano nel proprio corso di vita, in particolare in età avanzata (perdita dell’impiego, separazioni, peggioramento delle condizioni di salute …), costituiscono il 3% in Valle d’Aosta, un valore inferiore rispetto a tutte le altre regioni italiane, fatta eccezione per il Trentino Alto Adige. 9 Stili di vita: la frammentazione dei nuclei familiari

L’atomizzazione delle forme di residenza e delle traiettorie di vita è una tendenza che si è affermata nel corso dei decenni in tutti i paesi europei. In parte essa è il risultato dall’aumento del benessere, dello sviluppo del mercato del lavoro, delle vie di trasporto e di comunicazione. L’indebolimento dei forti legami familiari pertanto è anche l’effetto di una accresciuto empowerment degli individui e della loro capacità di seguire le proprie vocazioni e ambizioni, che talvolta si sviluppano al di fuori dei tradizionali modelli di famiglia e di residenza. 10 D’altra parte, sono noti nella letteratura gli effetti positivi di una solida rete parentale e amicale, non soltanto per la sua capacità di garantire supporto materiale (aiuto economico, care giving, …), ma anche per quella di fornire sostegno emotivo e occasioni di interazione e di confronto che, in particolare in età avanzata, rivestono un’importanza cruciale nel preservare le capacità cognitive e le abilità individuali. Oltre il 20% dei nuclei familiari valdostani nel 2023 è costituito da persone sole con più di 60 anni. Il 55,5% degli ultra-sessantenni si trova in questa condizione e la stessa percentuale è più alta tra le donne (circa il 70%) rispetto agli uomini (circa il 41%). Il tema degli anziani che vivono soli – condizione che spesso non è l’espressione di una preferenza ma il risultato di eventi al di fuori del controllo dell’individuo – rappresenta oggi una delle principali minacce allo sviluppo della qualità della vita in tarda età, specie quando il tessuto di relazioni sociali è ridotto. Stili di vita: la frammentazione dei nuclei familiari

La composizione dei nuclei familiari nel 2023 11 persone sole famiglie con più di 5 persone famiglie con aggregati e più nuclei coppie con figli coppie senza figli monogenitori persone sole di 60 anni e più Territorio v. % v. % v. % v. % v. % v. % maschi v.% femmine v.% totale v.% Italia 34,4 4,5 4 49 33,2 17,8 38,4 69,2 55,2 Nord 35,6 3,9 3,3 47,4 36,4 16,1 37,9 68,9 54,7 Piemonte 38,9 2,8 3 45,4 38,3 16,3 41,5 71,1 57,6 Valle d'Aosta 41,2 3,8 3 44,1 36,9 18,9 40,9 69,9 55,5 Liguria 42,9 2,5 2,7 42,6 36,9 20,5 44,5 70,7 59,4 Lombardia 34 3,8 2,8 48,8 35,5 15,7 35,8 68,2 53,1 Provincia Autonoma Bolzano 37,8 6 2,6 51,9 33,5 14,6 32,9 65 49 Provincia Autonoma Trento 36,7 5,8 2,3 48,2 37 14,8 33,9 72,2 54,7 Veneto 31,6 4,9 4,3 50,6 35,3 14,1 39,2 68,8 55,5 Friuli-Venezia Giulia 37,7 3,8 3,4 43,4 38,8 17,8 40,2 69,6 56,4 Emilia-Romagna 36 4,6 4,2 45,1 37,4 17,5 35,4 67,1 52,1 Centro 36,1 3,9 4,9 47,2 33,4 19,4 39,4 66,9 54,5 Mezzogiorno 31,5 5,6 4,5 52,1 28,6 19,2 38,4 71,2 56,6 Fonte: elaborazione su dati ISTAT

Le previsioni al 2033 e 2043 – i nuclei familiari 12 Previsioni sulle famiglie in Valle d'Aosta - 2033-2043 Incidenza % delle tipologie principali - scenario mediano 40.0 42.5 44.6 21.2 22.4 22.4 26.9 23.2 20.9 9.5 9.2 9.2 2.4 2.7 2.9 0.0 5.0 10.0 15.0 20.0 25.0 30.0 35.0 40.0 45.0 50.0 2023 2033 2043 Persone sole Coppie senza figli Coppie con figli Monogenitori Altro Fonte: elaborazione su dati ISTAT

Le condizioni socio-economiche 13 La Valle d’Aosta è storicamente una regione con una buona qualità della vita e con un elevato livello dei redditi, se paragonato alla maggior parte delle regioni Italiane. Nel 2023, nella consueta indagine sulla qualità della vita condotta dal Sole 24 Ore, si è piazzata, relativamente alla sezione «anziani», al quarto posto su 107 province. In un analogo esercizio condotto da Italia Oggi utilizzando indicatori differenti, Aosta si posiziona al nono posto, nella parte più alta della classifica. Nonostante questi traguardi, non è possibile ignorare che da molto tempo questa regione si trova in una situazione di scarso dinamismo, soprattutto al confronto con le realtà territoriali maggiormente comparabili per statuto e caratteristiche socio-demografiche (Trento e Bolzano), fenomeno che si ripercuote negativamente sulla crescita economica e sul livello dei redditi. Secondo l'Ufficio studi della CGIA, nel 2024 la Lombardia (0,95%), l’Emilia Romagna 0,86%), Valle d’Aosta (0,81%) e il Veneto (0,80%) saranno le regioni che traineranno il Pil reale nazionale che dovrebbe attestarsi attorno al +0,7% contro il +0,1% della Germania, il +0,7% della Francia e il +2,1% della Spagna.

14 Secondo Banca d’Italia, nel 2023 il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici valdostane è cresciuto del 5,3% a valori correnti rispetto all’anno precedente, beneficiando della prosecuzione della fase espansiva dell’occupazione. Il potere d’acquisto, tuttavia, ha continuato, come nel 2022, a essere eroso dall’incremento dei prezzi: in termini reali il reddito familiare è rimasto sostanzialmente stabile su base annua (0,1%), a fronte di una lieve contrazione per l’intero Paese (-0,5 per cento). Il livello del reddito in termini reali risulterebbe in linea con quello precedente la pandemia. In base ai dati ISTAT, nel 2022 il reddito familiare reale era cresciuto dell’1,3% (6,8% a livello nominale). il reddito disponibile pro capite per la Valle d’Aosta, pari a 23.376 €, seppure più alto di circa il 10% rispetto alla media Italia, è inferiore sia al valore medio rilevato nel Nord (24.350 €) sia ai valori rilevati per le P.A. di Bolzano (28.454 €) e Trento (23.909 €). Le condizioni socio-economiche

15 I dati sul mercato del lavoro, pur mostrando un più alto tasso di occupazione della nostra regione rispetto alla media nazionale, confermano la presenza di alcune criticità strutturali: • l’elevata quota di contratti precari all’interno di un volume occupazionale complessivo risalito dopo la crisi pandemica. Gli occupati con contratto a termine da almeno 5 anni sono pari al 21,5% nel 2023 (a livello Nord è il 13,7%), il valore più alto in assoluto tra le regioni del Centro – Nord. E’ in particolare tra gli uomini che il valore del tasso di precarietà fa registrare valori preoccupanti, pari al 24,6% (in crescita di 4,4 punti percentuali rispetto al 2019), il terzo valore più alto in Italia, dopo Sicilia (31,5%) e Calabria (25,4%). Significa che un occupato ogni quattro, tra quelli con contratto a termine, si trova in questa situazione da almeno cinque anni. • una quota di occupati irregolari abbastanza elevata (9,2% nel 2021, a livello Nord è pari all’8,9%), anche se in riduzione al confronto con gli anni precedenti. • un livello della retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti (19.509 € nel 2022 in Valle d’Aosta) sensibilmente inferiore a quello rilevato per il Nord (22.808 €). Il gap con il Nord cresce considerando la sola componente femminile dei lavoratori (15.433 a fronte di 20.310 €). Bassi livelli di retribuzione che vanno messi in relazione anche con la bassa presenza, in Valle d’Aosta, di occupati nei settori industriali. A questo proposito, le criticità dell’apparato produttivo valdostano riguardano anche i seguenti aspetti: • la polarizzazione dell’occupazione su aggregati di impresa di piccole e piccolissime dimensioni a fronte di grandi gruppi di impresa; • la frammentazione dei processi di sviluppo produttivo fra imprese ad alta capacità di innovazione tecnologica e organizzativa e settori e comparti connotati da una domanda di lavoro scarsamente qualificata. Il mercato del lavoro

16 Il mercato del lavoro Fonte: elaborazione su dati ISTAT totale femmine totale femmine Classe di età 15-64 anni 15-64 anni 15-64 anni 15-64 anni 2023 T2-2024 2023 T2-2024 2023 T2-2024 2023 T2-2024 v. % Italia 61,5 62,3 52,5 53,5 66,7 66,8 57,7 58,0 Nord 69,4 69,8 62,3 62,8 72,8 72,6 66,0 65,9 Nord-ovest 68,6 69,1 61,3 62,2 72,0 72,4 65,0 65,6 Piemonte 67,1 69,5 60,0 63,2 71,6 73,8 64,6 67,8 Valle d'Aosta 71,8 71,5 68,1 66,2 74,8 74,5 71,0 70,0 Liguria 67,4 67,2 60,1 58,9 71,9 71,4 65,0 63,1 Lombardia 69,3 69,2 61,9 62,2 72,2 71,9 65,1 64,9 Nord-est 70,5 70,6 63,7 63,6 73,8 73,0 67,5 66,3 P. A. Bolzano 74,4 74,0 69,3 69,1 75,9 75,3 71,0 70,5 P. A. Trento 70,2 70,9 64,5 65,7 73,0 73,5 67,7 68,0 Veneto 70,4 70,8 62,8 63,0 73,6 72,7 66,3 65,2 Friuli-Venezia Giulia 68,7 70,2 62,2 64,5 72,1 72,7 66,1 67,1 Emilia-Romagna 70,6 70,1 64,4 63,2 74,4 72,9 68,7 66,5 Centro 65,9 67,2 58,3 59,9 70,3 71,1 63,1 64,2 Mezzogiorno 48,2 49,3 36,0 37,2 56,3 56,5 43,3 43,8

17 Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione Partecipazione al la formazione continua Trasformazioni da lavori instabili a lavori stabili Occupati in lavori a termine da almeno 5 anni Occupati sovraistruiti Occupati non regolari 2023 2023 2020 2023 2023 2021 v. % v. % v. % v. % v. % v. % Val le d'Aosta 10,4 11,7 19,2 21,5 24,9 9,2 Provincia autonoma di Bolzano 16,2 13,0 23,7 20,5 16,3 7,9 Provincia autonoma di Trento 8,2 17,1 23,7 15,9 26,7 9,1 Nord 13,0 13,0 26,9 13,7 25,7 8,9 Italia 17,8 11,6 22,4 18,1 27,1 11,3 *Rapporto tra tassi di occupazione (25-49 anni) delle donne con figli in età prescolare e delle donne senza figli Rapporto tra i tassi di occupazione* Part time involontario Totale Part time involontario Femmine Occupati che lavorano da casa Femmine 2023 2023 2023 2023 v. % v. % v. % v. % Val le d'Aosta 87,2 7,2 12,1 6,6 Provincia autonoma di Bolzano 66,8 3,8 5,7 10,2 Provincia autonoma di Trento 78,6 7,2 12,7 12,0 Nord 78,6 7,4 12,9 13,9 Italia 73 9,6 15,6 10 Indicatori sul sistema formativo e la qualità del mercato del lavoro Fonte: elaborazione su dati ISTAT

I fattori di rischio, le condizioni di salute Il Comitato deputato alla valutazione dei Livelli Essenziali di Assistenza nelle regioni italiane ha recentemente espresso un parere positivo circa l’evoluzione negli stili di vita e nelle condizioni fisiche della popolazione valdostana in relazione alla sedentarietà, al mass body index (che classifica le persone nelle tre categorie normo/sottopeso, sovrappeso, obeso), all’abitudine al fumo e al consumo di alcol. Secondo i dati più recenti pubblicati dall’ISTAT, gli stili di vita dei valdostani presentano in effetti minori fattori di rischio per la salute rispetto alla media delle regioni italiane. Nel 2023 la popolazione residente in Valle d’Aosta si distingueva, nel panorama italiano, per una minore propensione alla sedentarietà (26,4% rispetto a una percentuale nazionale del 34,2%) e al fumo (16,5% rispetto al 19,9%) e per una più bassa proporzione di persone in sovrappeso o obese (38,3% contro 44,6%). Tuttavia, si caratterizzava anche per una maggiore incidenza di «forti bevitori» di alcolici che eccedono nel consumo quotidiano o praticano il binge drinking. Tali comportamenti interessano il 24,2% dei residenti con almeno 14 anni, il tasso più alto in assoluto in Italia (media: 15,6%). 18

19 Fonte: dati ISTAT Diffusione dei fattori di rischio nella popolazione (valori percentuali). Anno 2023. Italia e regioni. Persone totalmente sedentarie ogni 100 residenti con più di 14 anni Fumatori ogni 100 residenti con più di 14 anni Consumatori a rischio di alcolici ogni 100 resident i con più di 14 anni Persone con un’alimentazione adeguata ogni 100 residenti con più di 3 anni Persone in sovrappeso o obese ogni 100 resident i con più di 18 anni Piemonte 29,1 18,9 20 25,4 39,9 Val le d'Aosta 26,4 16,5 24,2 18,9 38,3 Liguria 29,6 20,1 14,1 18,8 38 Lombardia 25,5 20,8 16,8 18,1 42,1 P.A. di Bolzano 12,9 13,1 23 12,8 37,9 P.A. di Trento 14,8 15,7 17 22,4 37,8 Veneto 23,1 18,4 20,1 14,6 43,8 Friul i-Venezia Giulia 22,6 16,3 20,8 19,4 43,5 Emi lia-Romagna 26,2 21,1 18,2 21,9 46,9 Toscana 29,1 19,8 17 18,8 40,1 Umbria 30,5 22,4 16 17,2 44,6 Marche 28,8 18,7 14,3 23 40,1 Lazio 32 20,6 13,9 17,9 44,9 Italia 34,2 19,9 15,6 16,5 44,6 I fattori di rischio, le condizioni di salute/1

I fattori di rischio, le condizioni di salute/2 20 Le rilevazioni disponibili restituiscono il ritratto di una popolazione più in salute rispetto a quella dell’Italia nel suo complesso, sebbene dal confronto con le altre regioni emerga anche la presenza di margini di miglioramento. Nel 2023 la percentuale di individui che si dichiara in uno stato di buona salute è il 74,4%, un valore inferiore a quelli rilevati nelle Province di Trento (75,5%) e Bolzano (79,6%). Inoltre, la quota di valdostani che dichiarano almeno una malattia cronica (39,6%) è più alta di quelle rilevate nelle due province autonome di Trento e Bolzano e in altre sette regioni. Al di là dell’incidenza di patologie croniche, che dipende in primo luogo dalla struttura demografica, in Valle d’Aosta il 51,7% dei malati cronici dichiara di essere in uno stato di buona salute (a livello nazionale è il 42,9%, in Lombardia il 45,3 %, nella provincia di Trento il 55,4% e in quella di Bolzano il 59,2%). Se si considerano poi le condizioni degli anziani con più di 75 anni, coloro che hanno tre o più patologie croniche o le cui condizioni di salute rappresentano un impedimento nello svolgere le attività quotidiane sono nella nostra regione il 38,8%, un tasso contenuto al confronto con il Piemonte (41,8%) e Lombardia (45,3%) e più alto invece rispetto alla P.A. di Bolzano (27,9%).

La speranza di vita e indicatori che si riferiscono alla capacità di cura del SSR 21 Nonostante il quadro degli stili di vita della popolazione sia complessivamente positivo, la speranza di vita alla nascita nel 2023 era pari a 83,1 anni, ovvero più bassa di circa mezz’anno rispetto alla media del Nord ( - 1 anno al confronto con Bolzano, - 1,5 mesi rispetto a Trento) e in linea con il parametro nazionale. La speranza di vita «senza limitazioni nelle attività» dei 65enni, pari a 11,6 anni, è diminuita rispetto al periodo pre Covid (era 11,9 anni nel 2019). Il dato sull’attesa di vita relativamente bassa dei valdostani appare incoerente rispetto agli importanti traguardi raggiunti nelle condizioni di salute (slide precedente). A tale proposito, alcuni indicatori che si riferiscono – direttamente o indirettamente - alla capacità di cura del SSR segnalano criticità. Un dato poco soddisfacente che impatta negativamente sulla speranza di vita riguarda la frequenza delle morti che si verificano ogni anno, ma che sarebbero state «evitabili» se si fossero attuati trattamenti tempestivi ed efficaci, azioni di prevenzione e interventi di salute pubblica. Il tasso annuale delle morti riconducibili a questa categoria di cause è pari nel 2021 a 17,6 casi ogni 10.000 residenti con meno di 75 anni in regione (valore in crescita rispetto al 2019), risultando più alto dei valori rilevati in otto regioni italiane (dati ISTAT). Inoltre, la Valle d’Aosta si distingue per un tasso di mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso molto alto, pari nel 2021 a 45,4 casi ogni 10mila residenti con 65 anni e più, valore più elevato in assoluto a livello regionale (è 34 casi nel Nord e 33,3 in Italia). Molto elevato in regione è anche il tasso di mortalità per tumori, pari nel 2021 a 8 casi ogni 10.000 residenti con età compresa tra 20 e 64 anni: il più alto in assoluto a livello Nord (7,3) e inferiore soltanto al Lazio (8,1) considerando anche le regioni del Centro (dati ISTAT).

22 Percezione di buona salute e diffusione di malattie croniche nella popolazione (valori percentuali). Anno 2023. Italia e regioni. Persone che dichiarano uno stato di buona salute Persone con almeno una malattia cronica Persone con almeno due malattie croniche Persone con malattie croniche in buona salute Piemonte 68,9 41,5 20,4 45,6 Valle d'Aosta 74,4 39,6 20,4 51,7 Liguria 65,9 43,9 22,6 42,2 Lombardia 70,3 40,4 19,5 45,3 P. Autonoma Bolzano 79,6 29,7 13,1 59,2 P. Autonoma Trento 75,5 36,9 17,1 55,1 Veneto 72,6 38,9 18,1 50,5 Friuli-Venezia Giulia 69,4 39,5 20,2 46,9 Emilia-Romagna 68,4 43,2 21,7 43,3 Toscana 71,6 39,4 18,2 47,9 Umbria 66 44,8 23,8 40,3 Marche 68,1 39,5 19,5 41,9 Lazio 68,8 41 21,1 43 Italia 68,7 40,5 20,8 42,9 Lo stato di salute della popolazione Fonte: dati ISTAT

23 Speranza di vita alla nascita (in anni) Tasso di mortalità evitabile tra 0 e 74 anni (x 10.000) Percentuale di over 75enni con multicronicità e limitazioni gravi Speranza di vita alla nascita in buona salute (in anni) Speranza di vita a 65 anni senza limitazioni funzionali (in anni) 2023 2021 2022 2023 2023 Piemonte 83 19,7 41,9 60,1 11,8 Valle d'Aosta 83,1 17,6 38,8 64 11,6 Liguria 83,1 18,3 48,5 59,3 11,8 Lombardia 83,9 17,2 45,3 60,4 11,2 Bolzano 84,1 15,1 27,9 66,5 12,2 Trento 84,6 15,1 40,4 64,2 12,5 Veneto 83,8 16,2 42,2 62,3 12,2 Friuli-Venezia Giulia 83,4 19,7 43,4 60,9 11,2 Emilia-Romagna 83,6 17,2 47,9 59,1 10,8 Toscana 83,8 17 42,7 62,5 10,9 Umbria 83,7 17,5 52,2 58,6 10 Marche 83,8 16,7 51,7 59,7 11,6 Lazio 83,3 20,6 49,5 59,2 10,4 Italia 83,1 19,2 49,0 59,2 10,6 Speranza di vita alla nascita e indicatori complementari di salute pubblica. Anni 2020-2022 - Italia e regioni. Fonte: elaborazione su dati ISTAT

24 Il monitoraggio dei Lea attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia (giugno 2024) Complessivamente, nell’anno 2022 registrano un punteggio superiore a 60 (soglia di sufficienza) in tutte le macro-aree le seguenti Regioni: Piemonte, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Puglia e Basilicata. Una sola Regione, la Valle d’Aosta, presenta un punteggio inferiore alla soglia in tutte e tre le macro-aree. Le Regioni Calabria, Sicilia e Sardegna presentano un punteggio sotto soglia nell’area della prevenzione e nell’area distrettuale. La Provincia autonoma di Bolzano, l’Abruzzo ed il Molise presentano un punteggio sotto soglia per l’area della prevenzione; per la Regione Campania il punteggio sotto soglia è riferito all’area distrettuale. Dunque, nel 2022, così come nel 2021, la Regione Valle d’Aosta registra un valore critico, al di sotto della soglia di adempienza in tutte e tre le aree di assistenza: nell’area della prevenzione il punteggio del 2022 è pari 48,5, nell’area distrettuale è pari a 47,3, nell’area ospedaliera è pari a 55,2 (punteggio più basso registrato tra le Regioni italiane). Il monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza: in Valle d’Aosta i risultati peggiori

25 La valutazione finale dell’area Prevenzione collettiva e sanità pubblica per il 2022 evidenzia il punteggio pari a 0 nella copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi (dovuta al mancato raggiungimento della soglia del 90% e, probabilmente, al passaggio alla fonte informativa AVN) e per l’indicatore sui controlli per la contaminazione degli alimenti. Nell’area distrettuale, nel 2022 ci sono due indicatori con punteggio pari a zero: l’intervallo Allarme-Target per i mezzi di soccorso (24 minuti) e i tempi di attesa per le prestazioni specialistiche con classe di priorità B (per scarsa qualità dei dati inviati). Altri indicatori critici riguardano l’assistenza domiciliare (CIA 1, CIA 2 e CIA 3), i ricoveri ripetuti in psichiatria e l’indicatore sul numero di deceduti per cause di tumore assistiti dalla Rete di cure palliative. L’indicatore sull’assistenza residenziale per gli anziani risulta in crescita. Nell’area ospedaliera risultano fortemente critici l’indicatore sulla proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza inferiore ai tre giorni (circa il 40% di colecistectomie) e quello sui parti cesarei (30%). Si evidenziano inoltre criticità relativamente ad altri indicatori. Il monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza: la Valle d’Aosta

Le risorse e i risultati del sistema sanitario valdostano Non è semplice esprimere una valutazione sulla «coerenza» tra le risorse impiegate e i risultati dei Sistemi Sanitari o, altrimenti, sull’efficacia della spesa sanitaria. Basti pensare alla mole di variabili, non strettamente connesse alle risorse del settore sanitario, e tuttavia determinati per le condizioni di salute degli individui (prevenzione, stili di vita, qualità dell’ambiente, istruzione, supporto familiare, …). Ciononostante, non è possibile ignorare la discrepanza tra le ingenti risorse veicolate, sia dalla Regione, sia dai cittadini tramite spesa out of pocket, e i modesti traguardi ottenuti nella speranza di vita (più bassa di quella media del Centro - Nord) e, rispetto alle due principali realtà comparabili – Trento e Bolzano –, anche nello stato di salute della popolazione. Secondo l’ISTAT, infatti, nel 2022 la nostra regione era la terza in Italia per spesa sanitaria pubblica (2.526 euro pro capite) e la seconda per spesa sanitaria privata. Nonostante la spesa veicolata dalla regione superi i 2.500 euro pro capite, a fronte di una media italiana di 2.212 euro, i valdostani hanno destinato (in questo caso la statistica si riferisce al 2021) ben il 3% del Pil regionale ai consumi sanitari (è il 2,2% a livello nazionale). E’ un dato che deve far riflettere sulla effettiva capacità del Sistema Regionale di intercettare la domanda di cure della popolazione (si consideri che la quota di Pil destinata alla spesa privata per la sanità dalle famiglie che vivono nelle province di Trento e Bolzano è pari a circa la metà del dato valdostano, rispettivamente l’1,8% e l’1,5%). Come abbiamo visto nelle slide precedenti, il Comitato LEA ha espresso forti perplessità sul livello di copertura dei servizi sanitari rilevati in Valle d’Aosta. 26

La spesa sanitaria. Italia e regioni. 27 Fonte: elaborazione su dati ISTAT Indice di emigrazione ospedaliera Indice di Immigrazione ospedaliera Spesa sanitaria delle famiglie - valori correnti in % del Pil Spesa sanitaria delle famiglie - valori correnti in % spesa sanitaria totale Spesa sanitaria pubblica corrente per abitante Spesa sanitaria pubblica corrente per abitante. Italia = 100 2019 2022 2019 2022 2019 2021 2018 2021 2019 2022 2019 2022 Piemonte 6,7 6,5 7,1 7,5 2,4 2,5 28,2 27,2 1.950,70 2.232,20 101,3 100,9 Valle d'Aosta 15,8 18,4 12,8 13,1 2,7 3 30,4 28,8 2.065,80 2.525,60 107,3 114,2 Liguria 13,5 14,7 10,5 10,1 2,1 2,2 24,1 23,5 2.094,20 2.416,00 108,8 109,2 Lombardia 4,5 5 12,2 11,5 1,8 1,9 27,4 27,2 1.971,30 2.200,90 102,4 99,5 Trentino A. A. 9,5 9 11,2 11,2 1,6 1,6 23,4 21,5 2.109,40 2.594,60 109,6 117,3 Bolzano 4,9 4,7 10,1 9,6 1,4 1,5 22 19,7 2.269,70 2.914,20 117,9 131,7 Trento 14,6 13,8 12,5 13,2 1,7 1,8 25 23,7 1.952,90 2.280,10 101,5 103,1 Veneto 6,2 6,2 9,6 9,9 2,2 2,3 29,5 27,8 1.810,30 2.147,80 94,1 97,1 Friuli-Venezia Giulia 7 7,4 8,8 8,2 3,1 3,2 31,8 32,1 2.065,60 2.340,40 107,3 105,8 Emilia-Romagna 5,7 5,5 15,5 16,4 2,2 2,3 29,9 29,2 1.950,40 2.250,20 101,3 101,7 Nord-ovest 6,2 6,6 2 2 27,3 26,9 1.978,20 2.232,30 102,8 100,9 Nord-est 6,4 6,3 2,2 2,3 29,3 28,2 1.918,20 2.248,60 99,7 101,6 Centro 9,0 8,3 1,9 2,1 24,7 23,9 1.932,20 2.221,10 100,4 100,4 Mezzogiorno 10,9 11,1 2,5 2,6 20 19,6 1.881,80 2.169,70 97,8 98,1 Italia 8,3 8,3 2,1 2,2 24,9 24,2 1.924,70 2.212,20 100 100

La presa in carico della non autosufficienza • Il tasso di copertura del bisogno degli anziani non autosufficienti garantito dalla rete socio-sanitaria pubblica è complessivamente molto contenuto in Valle d’Aosta. • In base ai dati resi disponibili nel novembre 2023 dal Rapporto Oasi della Cergas Bocconi, nel 2021 la Valle d’Aosta si distingue per un tasso di copertura del bisogno della popolazione 75+ non autosufficiente tramite RSA (calcolato come rapporto tra numero degli ospiti dei presidi residenziali e popolazione over 75 non autosufficiente, appena superiore alla media Italia (10,4% vs 9,6%) e tuttavia inferiore ai valori rilevati per tutte le regioni del Centro – Nord, fatta eccezione per Lazio e Umbria. • Peggiore è la situazione relativamente alla copertura del bisogno socio-sanitario garantita attraverso l’ADI: nella graduatoria regionale la Valle d’Aosta è fanalino di coda con appena il 3% di popolazione over65 non autosufficiente - stimata in 7.265 unità - in carico presso l’Assistenza Domiciliare integrata. • Classificando le regioni in tre gruppi, abbiamo un primo, concentrato nel Centro-Nord, in cui viene raggiunta oltre il 25% del target (Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento); segue un cospicuo numero di regioni che coprono tra il 10 e il 20% del fabbisogno (Basilicata, Marche, Puglia, Campania, Umbria, Sicilia, Liguria, Abruzzo, Lazio). Infine, un ultimo gruppo di territori raggiunge meno del dieci per cento dei potenziali beneficiari: Sardegna, Calabria, Provincia Autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta. 28

Il DEFR 2025-2027 Il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) è il principale strumento di programmazione economico-finanziaria della Regione. Contiene le linee programmatiche dell’azione di governo regionale, orienta le successive deliberazioni della Giunta Regionale e dell’Assemblea Legislativa e costituisce il presupposto del controllo strategico. L’azione del Governo proposta nel DEFR è legata alla «sostenibilità a medio e lungo termine». Gli obiettivi generali: sviluppo economico e lavoro, tutela del territorio e servizi alla persona. Nel DEFR 2025-2027 rivestire particolare importanza: il prolungamento dalla concessione di esercizio del Tunnel del Gran San Bernardo (e contestuale realizzazione dei lavori di ammodernamento), e la valutazione sul potenziamento del Tunnel del Monte Bianco. i problemi conseguenti alla recente alluvione che ha gravemente colpito il territorio: ripristino delle infrastrutture, risposta ai bisogni della collettività creati dall’evento alluvionale. Relativamente alle linee strategiche forte attenzione è dedicata allo sviluppo dell’economia turistica (investimenti sulle funivie). Gli aspetti controversi, in termini di non adeguata attenzione alla tutela dell’ambiente, sono l’opzione favorevole alla seconda canna del Traforo del Monte Bianco e il passo avanti sul progetto funiviario di Cime Bianche con l’ avvio dell’iter autorizzatorio di fattibilità tecnicoeconomica, “primo livello di progettazione a cui segue il progetto esecutivo”. Quali iniziative volte a contrastare, arginare e mitigare i dissesti idrogeologici? 29

Il DEFR 2025-2027 - Il mercato del lavoro Relativamente all’occupazione, nel DEFR si sostiene che «dati più recenti pongono la Valle d’Aosta nelle prime posizioni a livello italiano per livelli di occupazione, in particolare quella femminile e giovanile, pur permanendo l’esigenza di reperire forza lavoro da parte delle imprese valdostane». Sono assenti riferimenti alla qualità del lavoro. La Valle d’Aosta è la regione del Centro Nord con la più elevata quota di dipendenti con contratto a termine da almeno 5 anni, una quota di occupati non regolari superiore alla media Nord (specie con riferimento alla componente maschile), un livello di retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti sensibilmente più basso della media Nord, specie per quanto riguarda la componente femminile (si veda la slide n. 17). Mancano riflessioni sull’andamento dell’occupazione nei diversi settori – ad esempio: il sottodimensionamento dell’industria, le criticità rilevabili nel settore turistico... Gli obiettivi strategici per l’area occupazione sono espressi in termini generali. Ad esempio: «Sarà, infine, avviata un’iniziativa innovativa finalizzata a sostenere l’accompagnamento attivo alla pensione di persone disoccupate over 58». Sono carenti riferimenti allo stato di avanzamento dei programmi in essere (GOL, FSE* 20212027, Formazione, Programma di scambi Eurodyssée). Le dinamiche del mercato del lavoro valdostano sono fortemente condizionate dalle tendenze demografiche: tra il 2007 e il 2023 la forza lavoro è cresciuta in misura contenuta, risentendo della significativa riduzione della popolazione, e i flussi migratori dei cittadini stranieri, meno rilevanti rispetto al resto del Paese, hanno compensato solo in parte il calo della popolazione italiana, su cui hanno influito anche le migrazioni verso l’estero. 30

Il DEFR 2025-2027 – Le risposte ai problemi socio-economici E’ carente la programmazione finalizzata a dare risposte allo scarso sviluppo dell’industria (sull’indebolimento delle attività industriali si veda il rapporto della Banca d’Italia sull’economia regionale – giugno 2024). Non adeguate risposte anche ai problemi economici e sociali: • indebolimento del potere di acquisto delle famiglie • crescente precarizzazione del mercato del lavoro • mobilità verso l’estero dei giovani laureati • diffusione delle dipendenze e dell’abuso di alcol e disagio psicologico spesso non adeguatamente affrontato • I temi socio-demografici: crescita dell’isolamento fisico e relazionale, senilizzazione crescente che imporrebbe di spostare parte del servizio sanitario dall’ospedale al territorio • assistenza sanitaria distrettuale insufficiente 31

• Con l’approvazione del Piano operativo annuale (POA) per l’anno 2024, sono state definite le azioni collegate agli obiettivi strategici individuati nel Piano Regionale per la Salute e il Benessere sociale 2022-2025 oltre che al Defr. • E’ in fase di attuazione la nuova programmazione territoriale, approvata con Dgr. n.1609/2022. I focus principali (informazioni sulle tempistiche carenti): • avvio delle opere di realizzazione del nuovo Ospedale regionale – lenta progressione dei lavori. • prosecuzione dei piani di intervento edilizio a livello distrettuale relativamente alle strutture residenziali destinate alla presa in carico della non autosufficienza e della cronicità. In particolare, la realizzazione di un intervento di ristrutturazione edilizia e adeguamento normativo della microcomunità di Verrès, finanziato con la legge regionale n. 80/1990, e la realizzazione di un secondo Ospedale di comunità, sempre nel comune di Verrès, che si aggiunge a quello in fase di realizzazione presso la struttura JB Festaz in Aosta, per il quale sono stati disposti specifici fondi in sede di assestamento di bilancio regionale. • altri interventi che dovrebbero essere avviati a breve riguardano le strutture residenziali socioassistenziali di Sarre, Introd e Cogne. 32 Il DEFR e la Sanità

Per quanto riguarda il sistema di autorizzazione e accreditamento regionale, l’Assessorato è impegnato nella revisione delle disposizioni regionali in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all’esercizio di attività, nonché di accreditamento in ambito sanitario e sociale, al fine di: prevedere la governance dei processi e dei procedimenti in un’ottica gestionale, con separata evidenza delle diverse fasi degli stessi procedimenti e delle responsabilità degli attori coinvolti nel processo di autorizzazione, accreditamento e SCIA in ambito sanitario e sociale, ai sensi della normativa nazionale e regionale vigente; garantire la dovuta semplificazione amministrativa dei procedimenti regionali di autorizzazione e accreditamento istituzionale, anche al fine di sviluppare ed applicare il sistema di accreditamento nazionale e le buone pratiche condivise; garantire l'erogazione di prestazioni efficaci e sicure ed il miglioramento continuo della qualità delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche e private; tracciare l’attività istruttoria-valutativa e di verifica. 33 Il DEFR e la Sanità/1

Il DEFR e il Piano regionale per la salute e il benessere sociale Con riferimento al settore sanitario, del quale la Pandemia ha rivelato numerose carenze e fragilità, il DEFR si distingue per il basso livello di operatività delle linee di programmazione. Si insiste sulla riproposizione, senza innovazioni di rilievo, degli obiettivi contenuti nel Piano per la salute e il benessere sociale 2022-2025, approvato con deliberazione del Consiglio regionale del giugno 2023. Il piano è il principale documento di programmazione pluriennale nonché di azione politica in materia sanitaria e sociale da attuarsi nel corso della legislatura. Con l’approvazione del Piano operativo annuale (POA) per l’anno 2024, sono state definite le azioni collegate agli obiettivi strategici individuati nel documento programmatorio oltre che al Defr Il Piano risulta parzialmente o completamente non attuato relativamente ai principali obiettivi programmatici, e alle pagine 167 e 171 – 174 del DEFR è riportato il nuovo cronogramma. Ne emerge un quadro preoccupante. La maggior parte delle attività previste dal «Piano per la salute e il benessere sociale 2022-2025» saranno avviate nel 2025, molte di esse (e non solo quelle previste dal PNRR) saranno realizzate negli anni successivi; per alcune è prevista la realizzazione «oltre il 2027», cioè al di fuori dell’orizzonte temporale della programmazione del DEFR. Si vedano le slide da 35 a 41. 34

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• In sostanza, ad oggi si registra la mancata attuazione dei seguenti obiettivi: • Realizzare un modello di assistenza territoriale che vedrà i medici di medicina generale, gli infermieri e altri operatori coordinarsi con gli specialisti ospedalieri. • Riorganizzare i servizi territoriali del dipartimento di salute mentale, con particolare riguardo alla lotta alle dipendenze e alla psichiatria territoriale. Attuare misure di contrasto e prevenzione delle psicopatologie emergenti. • Sviluppare la telemedicina e l’assistenza domiciliare, soprattutto a vantaggio dei territori più periferici, maggiormente interessati dalla presenza di popolazioni fragili e da difficoltà nel garantire interventi di soccorso tempestivi. • Incrementare l’offerta di tipo socio-sanitario da parte delle strutture che ospitano anziani, oggi prevalentemente orientate all’accoglienza socio-assistenziale e alberghiera. Ciò comporterà la ridefinizione dei carichi assistenziali e del fabbisogno di personale, partendo da alcune strutture già presenti sul territorio. 42 Il DEFR e il Piano regionale per la salute e il benessere sociale/1

43 Possibili obiettivi concreti per migliorare le prestazioni del SSR Migliorare le prestazioni del SSR Maggiore efficienza ed efficacia per perseguire gli obiettivi del PNRR: realizzare le case della comunità (sulla base del modello della casa della salute) e le reti di prossimità previsti dalla Missione 6. Collegare maggiormente i medici di medicina generale con i medici specialisti. Potenziare la telemedicina Incentivare l’accesso alle professioni sanitarie, anche con borse di studio Estendere le fasce orarie per effettuare esami Realizzare, anche in partenariato con la Regione Piemonte, un osservatorio epidemiologico in Valle d’Aosta Lavorare sui programmi di prevenzione primaria Potenziare i sistemi informativi

I nodi della programmazione e il DEFR 2025-2027 Finalmente – dopo lunghi anni di attesa - la nuova Università è stata aperta. Sono in fase di avvio i lavori di sistemazione della viabilità attorno alla struttura. La realizzazione dello studentato – resa complicata anche dalla necessità di utilizzare diverse fonti di finanziamento e relative procedure (PNRR, Miur…) è in ritardo, mentre dovrebbe essere una priorità tenuto conto anche delle carenze del trasporto regionale. Relativamente ai trasporti, numerose sono le difficoltà che ostacolano l’efficienza e lo sviluppo dei trasporti pubblici locali. A livello di programmazione del DEFR, la realizzazione di alcune opere viene continuamente posticipata nel tempo. Le criticità riguardano: • il miglioramento della tratta ferroviaria Aosta/Ivrea, anche con riferimento all’efficacia del progetto definitivo; • la riorganizzazione intermodale dei trasporti pubblici (riqualificazione stazioni ferroviarie come centri intermodali, ottimizzazione orari) • il sostegno e promozione dell’uso del trasporto pubblico (agevolazioni tariffarie, limitazioni al traffico privato, car sharing e car pooling…); • l’implementazione di servizi a chiamata nelle aree (o nei periodi) a domanda debole • il rilancio dell’Aeroporto regionale “Corrado Gex”. 44

Il DEFR 2025-2027: a quali domande non risponde in modo soddisfacente • Il paradosso della sanità pubblica, che assorbe risorse importanti e non garantisce adeguati risultati in termini di efficacia delle prestazioni offerte. Nel rapporto pubblicato a giugno 2024, relativamente ai risultati conseguiti nel 2022, secondo il Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Comitato Lea) i risultati ottenuti dal Servizio sanitario regionale valdostano sono negativi relativamente a tutte le aree monitorate: Distrettuale, Prevenzione, Ospedaliera. La Valle d’Aosta è l’unica regione a conseguire risultati negativi in tutte le aree oggetto di valutazione. • Il DEFR soffre della mancanza di una visione strategica e sistemica relativamente a diversi settori, anche tenuto conto delle peculiarità morfologiche (montagna) e socio-demografiche (elevata presenza di persone che vivono sole) della nostra regione. Ne sono esempio i settori dei trasporti e delle società partecipate, settori sottoposti a frequenti «aggiustamenti» o cambiamenti di rotta della programmazione regionale. • La bassa partecipazione dei lavoratori alla formazione continua e il consistente espatrio dei giovani laureati costituiscono crepe importanti nel mercato del lavoro e in generale nel sistema socio-economico. 45

Conclusioni Il DEFR 2025 – 2027 regionale non affronta concretamente i problemi che affliggono popolazione e territorio della Valle d’Aosta. Problemi che riguardano non solo l'incertezza legata al possibile aggravarsi delle tensioni internazionali, ma – soprattutto – le conseguenze derivanti dai cambiamenti demografici, dal progressivo ridimensionamento dell’apparato produttivo industriale e dalla forte precarizzazione dell’occupazione. Le previsioni demografiche formulate dall'Istat per la Valle d'Aosta prospettano per il prossimo ventennio una diminuzione della popolazione più intensa rispetto alla media italiana, tale da mettere a rischio gli equilibri nel ricambio generazionale e relativamente al reperimento di lavoratori. Negli ultimi anni, infatti, Il tasso di natalità in regione è diminuito in misura più marcata rispetto al Nord e al livello nazionale, mentre quello di mortalità è più alto rispetto alle aree di confronto. Si è inoltre ridotta la capacità regionale di attrarre popolazione dalle altre regioni italiane e l’aumento dei flussi migratori dall’estero non ha compensato la decrescita, tenuto conto che ad oggi la quota di stranieri sulla popolazione straniera (7% al 1° gennaio 2024) è più bassa di quella rilevata a livello Nord Ovest (11,4%) e Nord Est (11,2%). Allo stesso tempo la Valle d’Aosta è tra le regioni che registrano migrazioni verso l’estero più consistenti, e secondo le analisi di Banca d’Italia negli ultimi anni circa il 30% di questi flussi ha riguardato persone in possesso della laurea. 46

Conclusioni/1 I dati sul mercato del lavoro, pur mostrando un più alto tasso di occupazione della nostra regione rispetto alla media nazionale, confermano la presenza e l’acuirsi di alcune criticità strutturali. La quota di addetti nei settori industriali (con esclusione delle Costruzioni) sul totale degli occupati si è ridotta ancora in regione, dal 12,7% del 2019 al 10,5% nel 2023, risultando fortemente sottodimensionata rispetto al Nord (25,1% nel 2023). Nello stesso periodo la quota degli occupati nel “Commercio, alberghi, ristoranti” è cresciuta in regione dal 21,8% al 24,6% (a livello Italia è il 19% nel 2023). Probabilmente la riduzione degli occupati nell’industria (il comparto che in genere garantisce maggiore stabilità del lavoro e paghe più elevate) ha favorito l’acuirsi in regione il peggioramento della qualità del lavoro. In particolare la quota di occupati con contratto a termine da almeno 5 anni rilevata per il 2023 è molto più alta in regione (il 21,5%) che a livello Nord (il 13,7%) e Centro (17,5%). E tra gli uomini tale quota sale fino al 24,6% (in crescita di 4,4 punti percentuali rispetto al 2019), il terzo valore più alto in Italia, dopo Sicilia (31,5%) e Calabria (25,4%). Significa che un occupato valdostano ogni quattro, tra quelli inquadrati con contratto a termine, si trova in questa situazione da almeno cinque anni. Inoltre, sempre secondo l’ISTAT, il livello della retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti in regione (19.509 € nel 2022) è sensibilmente inferiore a quello rilevato per il Nord (22.808 €). E questa volta il gap è più marcato considerando la sola componente femminile dei lavoratori (15.433 a fronte di 20.310 €). Infine, nel 2023 la partecipazione alla formazione continua in regione (11,7% dei lavoratori) è più bassa di quella rilevata mediamente a livello Nord (13%). 47

Conclusioni/2 Il welfare Parallelamente, l'aumento della quota di popolazione più anziana (al 1° gennaio 2024 gli ultra65enni sono pari a un residente su quattro, il 25,3% della popolazione complessiva, valore più elevato della media Nord e Italia) richiede servizi e un un'assistenza adeguata, prestazioni che le informazioni disponibili dimostrano invece essere insufficienti o non adeguate. In base ai dati ISTAT, infatti, nel 2022 gli anziani valdostani trattati in assistenza domiciliare integrata costituiscono il 2,2% della popolazione over65, una quota più bassa della media Nord (3,3%) e Italia (3%). Inoltre, secondo l’ultimo Rapporto Oasi della Cergas Bocconi, la Valle d’Aosta si distingue per un tasso di copertura del bisogno della popolazione 75+ non autosufficiente tramite RSA (il 10,4%, calcolato come rapporto tra numero degli ospiti dei presidi residenziali e popolazione over 75 non autosufficiente), inferiore ai valori rilevati per tutte le regioni del Centro – Nord, fatta eccezione per Lazio e Umbria. Infine, secondo il monitoraggio dei Lea (Nuovo Sistema di Garanzia) pubblicato a giugno 2024, la Valle d’Aosta è la regione che ha conseguito i risultati peggiori relativamente ai Livelli essenziali di assistenza sanitaria, risultando l’unica regione italiana a ottenere un punteggio inferiore alla soglia di sufficienza in tutte e tre le macro-aree: prevenzione a e sanità pubblica, distrettuale, ospedaliera. E l’assistenza domiciliare è tra le prestazioni ritenute al di sotto della soglia di sufficienza. 48

Conclusioni/3 Le risposte del DFR 2025 - 2027 A fronte di questi problemi, secondo lo SPI CGIL il Defr 2025 – 2027 della Regione non fornisce risposte adeguate. Il Documento è denso di risposte a breve termine mentre gli obiettivi di lungo periodo sono più sfocati. In questa prospettiva, nel DEFR 2025-2027 vengono individuati, tra gli obiettivi prioritari, il prolungamento dalla concessione di esercizio del Tunnel del Gran San Bernardo (e contestuale realizzazione dei lavori di ammodernamento), e la valutazione sul potenziamento del Tunnel del Monte Bianco. Relativamente alle linee strategiche forte attenzione è dedicata allo sviluppo dell’economia turistica (investimenti sulle funivie). Gli aspetti controversi, in termini di non adeguata attenzione alla tutela dell’ambiente, riguardano l’opzione favorevole alla seconda canna del Traforo del Monte Bianco e il passo avanti sul progetto funiviario di Cime Bianche, con l’ avvio dell’iter autorizzatorio di fattibilità tecnico-economica, “primo livello di progettazione a cui segue il progetto esecutivo”. 49

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