Lavoro e diritti in Valle d'Aosta

Il centenario di un avvenimento storico, la fondazione della CGIL Valle d'Aosta, è l'occasione per ricordare fatti, la specificità della loro datazione e dei riferimenti sindacali e politici alla situazione di quel momento. La drammaticità di alcune fasi di crisi nella storia della FIOM CGIL , delle lotte dei lavoratori della Cogne per i diritti e la dignità del lavoro e soprattutto il peso della figura del compagno Sergio Graziola (" Ci sono parole che fanno vivere, una di queste è compagno ". P. Eluard ). Una celebrazione dal significato nient'affatto liturgico e auto commemorativo ma politico. Ammonisce Giorgio Napolitano: Troppe vicende e figure del passato rischiano di scivolare nell'ombra della rimozione e dell'ignoranza, nel modo più freddo e ingiusto per le persone, nel modo più sbagliato per la comprensione dei periodi storici che condizionano ancora il nostro presente . Non ci può, non ci deve essere rimozione e oblio per quei numerosi dirigenti sindacali di base, come Sergio Graziola, che hanno intrecciato le loro vite con quella dell'organizzazione. Uomini di una generazione con una notevole ricchezza interiore, che dell'impegno politico- sociale hanno fatto il momento alto della propria esistenza, con intelligenza e coraggio. Sono quei compagni ai quali va riconosciuto il grande merito di avere permesso la resistenza in fabbrica negli anni bui, che con impegno e capacità hanno consentito la rinascita del sindacato in Valle d'Aosta. Sergio Graziola è stato il più prestigioso e stimato sindacalista di una delle stagioni più lunghe e difficili (1944/1973) nella vita democratica del Paese. Un ruolo svolto con spirito di sacrificio, con una grande forza ideale, da capo carismatico che gode della fiducia della "classe", ricco di umanità, di generosità e di rara modestia. La sua è stata un’esperienza di quelle che assorbono non solo il cervello, ma la vita intera. Una vita che testimonia la sua limpida, instancabile attività a favore dei lavoratori dell'allora Società Nazionale Cogne. Una fabbrica che continua ad essere presente senza più aggregare, ma che per un lungo periodo è stata una città nella città, che con la grandezza e potenza dei suoi impianti e del suo organico ne ha condizionato l'economia, gli interventi urbanistici, i servizi, la vita sociale e politica. Graziola ha fatto le sue prime esperienze di lotta politica con il Comitato Federale del PCI di Biella, con cui continuerà a mantenersi in contatto anche quando, terminato il servizio militare, verrà assunto alla Cogne. Nel pieno della guerra di Liberazione Graziola entra a far parte del primo nucleo comunista presente in fabbrica, ne fa parte anche Amedeo Pepellin che dopo la Liberazione assumerà l'incarico di Segretario della Camera del Lavoro. La presenza organizzativa del Partito, grazie anche al suo contributo, si ramificherà nei vari reparti fino ad essere in grado di organizzare degli scioperi nel 1944 e nei mesi precedenti la Liberazione. Finita la guerra, finita la clandestinità, rinascono le Camere del Lavoro e i Sindacati di categoria sulla base della rappresentanza di partito, come stabilito dal Patto di Roma del 1944 e Graziola inizia da Fiduciario di reparto (Trattamenti Termici) a confrontarsi con una fabbrica "istituzione totale", ed a rappresentare la sua "comunità operaia" degli anni del dopoguerra, cioè quegli uomini che l'abitarono, l'animarono, la trasformarono e ne furono trasformati. Quel periodo era carico di passione politica. In fabbrica i lavoratori riconoscevano il sindacato come un'organizzazione capace di raccogliere tutte le loro spinte. Furono firmati i primi accordi aziendali anche senza fare ricorso al ritualismo conflittuale. Ma quando nel 1947 iniziarono gli scioperi per il primo contratto nazionale di categoria, il periodo era delicato perchè era caduto il Governo di unità nazionale e l'unità sindacale cominciava a scricchiolare, il padronato mise in atto un'offensiva antisindacale senza precedenti. Il contratto nazionale sarà firmato solo nel gennaio del '48. Malgrado si trattasse di un accordo al ribasso, non sarà più rinnovato per otto lunghi anni. [ 127 SERGIO GRAZIOLA, LA MEMORIA CHE RESTA Leno Chierici Leno Chierici, Segretario F.L.M. dal 1975 al 1980 e Segretario regionale CGIL dal 1982 al 1986.

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