Lavoro e diritti in Valle d'Aosta

sindacali la cui compattezza, durante tutte le estenuanti trattative, non è mai venuta meno, grazie, in modo particolare, all’operato di Mario Colombo il quale si è posto costantemente come elemento di riferimento per attenuare le ansie, i timori, le delusioni di tutti quegli operai prostrati dai lunghi giorni di attesa di una buona notizia che pareva non arrivare mai. Ma “l’uomo della fabbrica” aveva saputo infondere coraggio e, con l’ottimismo che gli era congeniale, trasmettere contemporaneamente fiducia nel futuro all’insegna di quel suo “Coraggio, ricordatevi che il mondo va avanti”. Questo il Mario Colombo sindacalista della CGIL che credeva nella religione del lavoro, inteso quale strumento essenziale per liberare l’uomo dalla schiavitù del bisogno, al punto di farne una categoria dello spirito. La sua personalità si esprime pertanto al meglio proprio all’interno di quest’ultimo capitolo, estremamente delicato, della tormentata storia della “Cogne – Acciai Speciali”: lo sciopero, ormai mitico, del lontano 1960. Poi lo aspetterà un’altra esperienza, stavolta di ordine squisitamente politico nell’ambito della Regione. Tra il 1963 e il 1970 ricoprirà vari incarichi assessorili in Giunte diverse ma sempre in qualità di rappresentante del Partito Socialista Italiano, senza mai tradire le pulsioni di quell’anima operaia “che ha alimentato ogni momento della sua vita”. 126 ] Aosta, fine anni Cinquanta, Sergio Graziola stringe la mano a Mario Colombo in primo piano e a destra Giancarlo Ravet del SAVT 4

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