Lavoro e diritti in Valle d'Aosta

tutti gli elementi di novità e la tendenza a riportarli nell’alveo dell’organizzazione: così le assemblee sono “lo strumento unitario di partecipazione all’attività sindacale”, la gestione delle lotte deve contare sul “ruolo attivo degli iscritti al sindacato”, accanto ai delegati di reparto deve prendere forma la Sezione sindacale aziendale come “… effettivo agente contrattuale di fabbrica”. Sono positive e vanno benissimo le “forme di lotta che i lavoratori autonomamente, ma nel sindacato” si sono dati; è meno positivo, invece, se i lavoratori vogliono fare da sé. 51 A giugno viene occupata la sede Inail da circa 200 pensionati silicotici, a luglio alla Cogne gli operai manifestano la loro solidarietà: la lotta si è spostata nel luogo dove la silicosi si produce. 52 Piovono nel frattempo nuove denunce, per gli studenti e i professori che hanno partecipato all’occupazione del liceo a febbraio. 53 Sono intanto scesi in sciopero i dipendenti della Morgex- carbo, gli edili della Bresciana autostrade, quelli della Soie di Châtillon e della Mec Meccanica. A settembre si rompono le trattative per il contratto dei metallurgici. Parte un primo ciclo di scioperi che vede cinque milioni di lavoratori in lotta in tutto il paese: a fine ottobre, in Valle d’Aosta, ai chimici, edili e metalmeccanici si uniscono tutti i lavoratori della regione, con corteo e manifestazione nel capoluogo. Si infittisce la partecipazione degli operai delle aziende meno grosse: gli importanti accordi raggiunti alla Brambilla Filatura (delegati, mensa, consistenti aumenti), alla Sirca Davit e alla Pollein Confezioni (conclusi dopo settimane di scioperi interni ed esterni, riduzione della produzione e cortei) dimostrano che la lotta può pagare. 54 La Cogne giunge all’accordo con Intersind a dicembre: consistenti aumenti di paga, riduzione orario a 40 ore entro il ’72, ricalcolo del salario, parità normativa con gli impiegati, regolazione degli straordinari sono le conquiste che danno visibilità alle lotte operaie e alla nuova politica unitaria dei sindacati. 55 Sulle scelte delle Confederazioni la critica e la pressione operaia si fa più insistente: il 1970 è il punto di massima spinta per l’ipotesi unitaria, per il riconoscimento generale dei delegati, dei Consigli e delle decisioni dal basso. Non senza contrarietà, polemiche e discussioni all’interno delle strutture sindacali e di fabbrica, che attraversano le varie decisioni operative sulle forme di lotta da adottare, i principi e le regole, i comportamenti dei singoli e dei gruppi. 56 Per molti aspetti, la lunga battaglia condotta dai lavoratori della Soie è esemplare: la lotta prende avvio con gli scioperi per il contratto, ma è soprattutto dopo la sua chiusura che esplode la rabbia operaia dentro i reparti di torcitura e filatura, contro gli aumenti dei ritmi di lavoro, gli spostamenti di turno, la nocività dell’ambiente di lavoro. I continui giri di vite per intensificare lo sfruttamento, le minacce e le ritorsioni continue, le sospensioni di rappresaglia, la chiusura verso ogni tentativo di mediazione fanno scrivere a un operaio su un volantino: e’ ora di finirla spregevoli padroni di farci a tutti i costi star calmi e buoni ormai siam tutti uniti, siamo un sola lista e la risposta è unanime: l’operaio non si acquista! 57 Lo sciopero interno, che è cominciato con fermate spontanee, si allunga per settimane: la piattaforma rivendicativa aziendale, pur con il sostegno unitario di tutti i sindacati, incontra un muro di indisponibilità da parte dell’azienda. La lotta, per quanto inasprita da minacce e intimidazioni della Direzione, è sostenuta dalla solidarietà dei lavoratori delle altre fabbriche e dalla popolazione della zona e puntualmente intercalata da cortei e manifestazioni. 58 È uno scontro duro e difficile, che va avanti per oltre un mese e mezzo, con uno sciopero a oltranza che viene infine revocato dall’assemblea operaia, per passare a un altro tipo di lotta: la non collaborazione dentro la fabbrica. Non viene firmato nessun accordo. L’insufficiente coordinamento con tutto il gruppo delle fibre artificiali, le difficoltà di coesione interna tra gli operai più combattivi e quelli più arretrati, i limiti dovuti al tipo di sciopero, che ha pesato non poco sulle spalle dei lavoratori più risoluti, hanno determinato l’esito deludente della contesa. Anche la Morgex-carbo ha lottato a lungo, per oltre 25 118 ] 51) vedi nota 50 pp. 10 e 11. 52) Le Travail del 18-7-69 53) “Studenti contestatori e tre professori sotto inchiesta”, su La Gazzetta del popolo del 10 luglio 1969. 54) Vedere a questo proposito gli articoli “Alla Pollein Confezioni una lotta esemplare” su Le Travail del 5 dicembre 1969 e la “Positiva conclusione alla Pollein” sullo stesso giornale del 19 dicembre. 55) Un’interessante esposizione dei risultati ottenuti è contenuta nel volantino La lotta continua , supplemento alla Voce Proletaria del 2-2-70. Fondo Bortot, cit. 56) A questo proposito si vedano i volantini di “ La lotta continua ” già citata, del 23 febbraio 1970, in cui sono riportati i risultati di un referendum fatto tra più di 600 lavoratori della Cogne a riguardo del contratto e del 20 luglio dello stesso anno sulle nuove strutture di fabbrica. 57) La Voce Proletaria del 26.5.70. La poesia è intitolata Il risveglio dell’operaio 58) Le Travail del 6 luglio 1970.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTczNjg=