Lavoro e diritti in Valle d'Aosta
Durante l’intera annata non vi è stato luogo di produzione a non far parlare di sé: quasi dappertutto, alle richieste salariali si collegano anche gli aspetti della condizione di fabbrica, e comunque pare che ogni occasione sia buona per esprimere la voglia di lottare: gli scioperi per le pensioni e contro le gabbie salariali hanno anche questa valenza. In Valle non si sono ancora segnalate grosse agitazioni dentro la scuola. Gli studenti valdostani, soprattutto universitari, hanno però partecipato a picchettaggi, cortei e manifestazioni operaie ed hanno fortemente contribuito ad alimentare la discussione davanti alle fabbriche, nel sindacato e nei partiti operai. Le parole d’ordine del movimento studentesco nazionale si sono diffuse anche tra gli studenti medi, che altrove hanno già fatto sentire la loro voce. Nel novembre 1968, all’Istituto tecnico Manzetti di Aosta, si svolge un primo sciopero degli studenti che ha come obiettivo il diritto all’assemblea. Lo sciopero non si generalizza ma le idee si propagano con rapidità. 43 Febbraio 1969. Gli studenti hanno partecipato all’ennesimo sciopero nazionale per la riforma delle pensioni; il giorno dopo viene occupato il liceo, con la presenza di altri studenti delle scuole superiori. Qualcuno chiama le forze dell’ordine, che sgomberano le aule. 44 In seguito all’occupazione, 36 studenti sono sospesi dalle lezioni. Sono almeno 600-700 gli studenti che rispondono alla “repressione” con un corteo di protesta per le vie della città. 45 La manifestazione indetta il giorno dopo, vede anche la partecipazione degli studenti medi di tutta la Valle, con la conclusione di un’affollata assemblea alla palestra Coni. Il quadro, si può dire, è ormai completo. Con l’apparizione del movimento studentesco davanti ai cancelli delle fabbriche, le discussioni (e le dispute e le polemiche) sui temi della democrazia e del socialismo si sono enormemente amplificate, raggiungono i giornali, l’opinione pubblica, i lavoratori di tutti i settori. Il sindacato non può starne fuori. Soprattutto per opera delle lotte che gli operai delle fabbriche hanno iniziato a condurre in prima persona, dentro le strutture sindacali, unitariamente. Sono ancora una volta i metalmeccanici ad essere i protagonisti. Già da marzo sono iniziate le agitazioni operaie all’altoforno della Cogne: gli scioperi si propagano ben presto a tutto lo stabilimento. Quando la lotta si generalizza, a inizio aprile, ci sono anche gli studenti ai picchetti alle portinerie. Sorgono “tafferugli” e nove persone, tra studenti e sindacalisti, vengono denunciate per violenza privata. 46 La lotta alla Cogne comunque prosegue, con uno sciopero a oltranza fino a fine aprile, quando viene finalmente firmato l’accordo: il confronto è durato più di un mese, con scioperi totali, cortei e assemblee. Si ottiene però il diritto di assemblea retribuita in orario di lavoro, un sensibile aumento del cottimo, l’impegno di rivedere orari, qualifiche, disagi. 47 Al VII Congresso regionale della CGIL , che è iniziato a metà maggio, si fanno i primi conti con questa nuova realtà. 48 Fuori Valle, nelle grandi fabbriche del Nord, la nuova base operaia composta in gran parte da giovani, spesso venuti dal Sud, dequalificati e sottoposti al torchio dell’organizzazione fordista di fabbrica, si è già espressa. La Valle d’Aosta, pur in un ambito molto più ristretto, ha registrato dinamiche simili a quelle imposte dalle scelte dei grandi gruppi del triangolo industriale: ovunque, la riorganizzazione produttiva “si risolve in una massiccia intensificazione dello sfruttamento operaio”. 49 Non sorprende quindi che l’analisi della segreteria confederale da una parte riconosca il profondo processo di riorganizzazione capitalistica contro cui le lotte si sono rovesciate; e insieme riconosca il forte grado di unità espresso, la crescente partecipazione dei lavoratori, con la forte richiesta dal basso dei nuovi strumenti. Anche nella nostra piccola regione, sono nate le assemblee di fabbrica, i delegati di reparto, in una parola si è posto di fatto “il capovolgimento dell’attuale rapporto di lavoro nella fabbrica”. 50 La CGIL regionale accoglie in pieno il carattere “offensivo” delle lotte operaie, accanto alla riaffermata necessità “di radicali riforme sociali”; apprezza fortemente la crescita della democrazia e del rapporto con i lavoratori, lamentando al tempo stesso l’inadeguato incremento di attivisti e quadri dentro il sindacato. Ci sono dunque, al tempo stesso, la spinta a riconoscere [ 117 42) M. MOUSSANET, P. PARLAMENTO, “ Le Régiment des socques - Il movimento ope- raio in Valle d’Aosta ”, Quaderni di promozione della Sede Regionale Rai di Aosta, pag. 90. Sul ruolo del movimento studentesco in Valle si veda anche Movimento ! di Alessandro. Bortot, Elio Riccarand, Maria Pia Simonetti, Le Château Edizioni, Aosta 2001, pag. 21 e seguenti. 43) Le Travail del 22-11-68 44) Il volantino degli studenti aostani “ Cronaca di tre giorni – 9 febbraio 1969 ”, riportato in Movimento!, op. cit. pag. 25. 45) Le Travail del 8-2-69. 46) Le Travail del 20-1-70. 47) Le Travail del 2 maggio 1969. Le assemblee hanno accettato l’accordo siglato il 25 aprile a Roma e lo stabilimento ha ripreso a funzionare il lunedì successivo. 48) Si veda, a questo proposito, la relazione del segretario Carlo Boccazzi al VII Congresso della Camera del Lavoro di Aosta e Valle , 17-18 maggio 1969. 49) Relazione di Carlo Boccazzi , pag. 9. 50) vedi nota precedente, pag. 3.
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