Lavoro e diritti in Valle d'Aosta

“petrolchimico” di Porto Marghera e, nell’autunno, è la volta degli operai pisani, della Lancia di Torino, della Pirelli. 36 Sono tutte lotte con comuni denominatori: la consistenza del ciclo di conflittualità, la spinta a gestire dal basso, in fabbrica, tutti gli aspetti della lotta, la forte dialettica che si innesca all’interno delle organizzazioni sindacali e la novità che le singole forme di lotta presentano. L’anno 1968 in Valle d’Aosta inizia per la verità un poco in sordina. Piuttosto, sono le traballanti vicende della Fera (occupata due volte dai lavoratori, tra marzo e aprile) che occupano i notiziari sindacali, accanto a segnalazioni sempre più allarmate per il crescente sfruttamento in tutte le fabbriche. La Cogne fa spesso parlare di sé per i ripetuti e gravi incidenti nei reparti. Le Travail, con un titolo efficace, informa che gli operai fanno “Dieci chilometri al giorno attorno ai telai della Châtillon” (condizioni massacranti grazie alla ristrutturazione appena compiuta). 37 La Morgex-Carbo è uno stabilimento relativamente nuovo e moderno, ma fa purtroppo parlare di sé per i salari minimi, le basse qualifiche, i rischi ambientali e il “pugno di ferro” in fabbrica. 38 Alla Brambilla Filatura una parte delle operaie è in cassa integrazione e, a chi resta, tocca respirare “aria da campo di concentramento”; alla Brambilla Chimica, ai bassi salari fanno riscontro l’ambiente pesante e nocivo e la continua caduta dell’occupazione. 39 Le miniere di Cogne non sembrano aver prospettive, all’Ilssa Viola il “supersfruttamento” è all’ordine del giorno, alla Cogne Sider e alla Guinzio sono tempi duri per ottenere anche solo il rispetto dei contratti. Dai palazzi della politica, non giungono segnali di grande attenzione per la situazione sociale. I giornali, in questi primi mesi, sono presi dalla campagna elettorale per le elezioni politiche, che l’on. Moro è venuto a chiudere per conto della DC . I partiti della sinistra sono più che mai divisi: i socialisti, in Regione e al Comune di Aosta, hanno consumato il “tradimento” verso gli alleati storici; lo PSIUP , che si è costituito anche qui, come nel resto d’Italia, nella sua componente operaia e sindacale dentro la CGIL , in un clima spesso acceso di polemiche e scontri, rappresenta una visione critica dentro un movimento che ormai sta coinvolgendo le università, le fabbriche, i cantieri di tutto il paese. Il “maggio” francese sorprende e fa discutere, anima entusiasmi tra i giovani, soprattutto tra gli studenti, e suggerisce confronti con la realtà nazionale e locale, provocando apprezzamenti e contrasti anche all’interno della sinistra politica e del sindacato. Sono fenomeni che nessuna censura mediatica o giornalistica riesce a oscurare. Rivolte universitarie, città e regioni toccate da sorprendenti lotte operaie, il maggio francese, le marce di protesta americane e la resistenza vietnamita producono insieme effetti cumulativi. A giugno, gli operai Cogne del laminatoio vecchio scendono in sciopero: è sciopero anche per diversi cantieri delle autostrade, per la Soie di Châtillon, per la Morgexcarbo. Altri scioperi sono previsti per la tornata di rinnovo di diversi contratti nazionali. 40 Accanto alle rivendicazioni salariali, prendono forma le richieste riguardanti la condizione operaia (organici, straordinari, appalti esterni). Nel frattempo scendono in sciopero anche gli operai dei laminatoi e dei trasporti, ma le richieste sindacali avanzate alla Direzione Cogne (aumenti salariali, organici, qualifiche) trovano un primo diniego. Alla Cogne, Fiom e Fim hanno deciso di procedere a una definizione unitaria di piattaforma rivendicativa. Si dà quindi inizio alle contrattazioni, che presto si interrompono. Alla notizia della rottura delle trattative, alcuni reparti bloccano la produzione spontaneamente, vanno davanti alla palazzina della direzione. L’accordo è fatto. 41 In tutta Italia si crea un vasto movimento per l’abolizione delle gabbie salariali. Le adesioni agli scioperi sono compatte. Sul piatto c’è anche la lotta per le pensioni che sta unificando le agitazioni in corso. L’estate è attraversata dall’escalation americana in Vietnam, dall’invasione sovietica in Cecoslovacchia e dal massacro di studenti in piazza delle Tre Culture a Città del Messico. Il mese di novembre, con la chiusura della vertenza pensioni, vede la protesta compatta di tutte le fabbriche in Valle, con la partecipazione degli studenti alla manifestazione operaia: la rappresentazione si ripete a dicembre, nello sciopero contro le gabbie salariali, con studenti che partecipano ai picchetti davanti alla Cogne e alla Soie. 42 116 ] 36) E. REYNIERI, “L’innesco dell’autunno”, in “ Quaderni di Rassegna sindacale ”, bimestre novembre-dicembre 1985, n. 117, pp. 208-212 37) Le Travail del 12-03-1968 38) Le Travail del 5-4-68 39) Le Travail del 12-4-68 40) Le notizie sono tratte da articoli de Le Travail di questo periodo e da volantini fir- mati dagli “ operai dello PSIUP ”, raccolti nel Fondo Bortot, cit. 41) Per il contenuto dell’accordo vedasi le Le Travail del 25-7-68

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