Lavoro e diritti in Valle d'Aosta
anche i dirigenti della Fiom e della CGIL e della sinistra politica valdostana. Quando la direzione dello stabilimento sospende la produzione all’altoforno e in altri reparti, mandando a casa 700 operai per rappresaglia ad uno sciopero precedente, la fabbrica si ferma e, per 19 lunghi giorni, i lavoratori incrociano le braccia. Si forma, all’interno della fabbrica, un Comitato aziendale unitario di lotta, attorno alla quale la città, il Consiglio comunale e i cittadini di Aosta, insieme ai lavoratori delle altre fabbriche, formano una rete di solidarietà che investe anche la scuola. “Manifestano gli studenti aostani solidali con gli operai della Cogne” titola un giornale locale al verificarsi di questo primo, inusitato corteo studentesco. 8 La lotta ha innescato un processo sociale che finisce per far cedere l’azienda, ormai isolata nella città, e convincerla a trattare. “Alla Cogne hanno vinto i lavoratori” osserva il giornale della CISL , riportando il testo dell’accordo raggiunto a fine ottobre. 9 “Vittoria dell’unità operaia che pone fine a una serie di ingiustizie e di angherie ” sottolinea il segretario della Fiom, rilevando il fatto che “… le trattative si sono svolte con lo sciopero in corso … cosa questa che non si era mai verificata in Italia …”. 10 C’è finalmente l’accordo per il premio di produzione, da cui tutta la lotta è partita; ci sono alcuni adeguamenti salariali e obblighi aziendali a trasformare i contratti a termine in assunzioni definitive e l’impegno a non effettuare rappresaglie anti-sciopero. 11 L’importanza dei risultati ottenuti alla fine di questo lungo sciopero è duplice: 1. da una parte, gli impegni sottoscritti dalla Direzione Cogne hanno il significato “politico” di mettere un freno al clima antioperaio e antisciopero in fabbrica; 2. dall’altra, non bisogna sottovalutare la portata dei risultati salariali ottenuti: le rivendicazioni sui premi e sui cottimi rappresentano una costante delle lotte operaie di questi anni. Basti pensare che, nel decennio 1950-60, mentre la produttività in fabbrica in Italia è cresciuta enormemente, la paga di un operaio comune si attesta sulle 40.000 lire, con un orario medio di almeno 220 ore mensili. 12 La “crisi” Dopo la fiammata dei primi anni ’60, in Italia e in Valle subentra la reazione padronale e, a livello politico, l’esperienza dei primi governi di centrosinistra. Nel periodo 1963-1965, quando il governo e la Banca Centrale promuovono la stretta monetaria e creditizia, si è ormai manifestato il contrattacco nelle fabbriche. Attraverso la crisi “post miracolo”, le grandi aziende del Nord riprendono in mano gli strumenti tradizionali della repressione: fermate e sospensioni, licenziamenti, riduzioni di orario e messa in Cassa integrazione. In Valle, all’inizio del ’61, la Cogne chiude i battenti delle miniere di Morgex e La Thuile (circa 250 dipendenti). Ad Aosta, la Cogne Sider ha perso più di duemila occupati nei dieci anni che vanno dal 1953 al 1963 (con un decremento superiore al 25%). 13 Sostengono l’occupazione le grandi opere: il tunnel del Gran San Bernardo (l’ultimo diaframma cade nell’aprile 1962) e quello del Monte Bianco (che termina ad agosto dello stesso anno). 14 La regione pare immersa in una relativa “bonaccia”conflittuale, anche se gli operai Cogne tornano a chiedere aumenti salariali nel 1961 e i minatori di Cogne conquistano la “settimana corta” nel 1963, dopo mesi di lotte per il contratto nazionale. 15 Nel 1964 si aprono i rinnovi contrattuali delle maggiori categorie dell’industria. Metalmeccanici, tessili e chimici si preparano alla lotta. Alla Cogne ci sono scioperi compatti, in primo luogo per gli obiettivi salariali (cottimi, premio di produzione), ma anche per il rispetto puro e semplice del contratto già in vigore. La Direzione torna alla maniera forte con multe e trasferimenti, la Fiom risponde con un fitto calendario di agitazioni; riescono gli scioperi ma, a ferragosto, novembre e dicembre, la Cogne effettua “fermate congiunturali” lasciando a casa migliaia di operai. Alcuni reparti vengono chiusi e sostituiti con appalti a ditte esterne. 16 [ 113 8) Le Travail del 12-11-1960. 9) Lotte sindacali del 12 novembre 1960. 10) Intervista al segretario Fiom Carlo Boccazzi su Le Travail . 11) Le Travail del 12-11-1960. I punti principali sono i seguenti: 1. premio di £. 22.000 per il 1960 e 29.000 per il 1961 2. cottimo al 50% anche per i fattorini e altri 3. prestito di £. 15.000 a tutti, con restituzione di £. 1.000 al mese 4. adeguamento dei minimi salariali per circa 1200 dipendenti 5. impegno ad assumere a tempo indeterminato 6. accordo per la salvaguardia dell’altoforno in caso di scioperi 7. impegno a non effettuare rappresaglie anti-sciopero. 12) Queste cifre corrispondono, sia pure grossolanamente in base ai coefficienti di rivalutazione Istat, ad un importo attuale di 500 euro circa. 13) Le notizie sono tratte da Marco Cuaz, Elio Riccarand, Paolo Momigliano Cronologia della Valle d’Aosta 1848-2000, Stylos, Aosta 2003. 14) Vedi nota precedente. 15) Le Travail del 15-03-1963
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