Lavoro e diritti in Valle d'Aosta
escluse quelle di proprietà dello Stato. …Dalle violazioni dei contratti di lavoro, alla riduzione dei salari mediante la diminuzione arbitraria e unilaterale dei compensi di cottimo, alla discriminazione nelle assunzioni della mano d’opera fatte anche in violazione delle norme di legge, al tentativo di sovvertire la libera espressione del voto nelle elezioni di CI , cercando con i mezzi più illeciti e vergognosi di far diventare minoranze le nostre maggioranze” 94 . Impressionante la sequela di licenziamenti di quadri sindacali di primo piano, per lo più della Cogne, avvenuti in due anni come ricorda Ravina: “Comin, Ourlaz, Vittone, Visani, Barbieri, Benati, Lillaz, Domenichelli, Marin, Treves e tutti quelli avvenuti nelle imprese Torno e Volpe, e per ultimo quello della compagna Perotti… ” 95 . Anche se non compare nella versione ciclostilata della relazione distribuita ai congressisti, quindi pubblica, ma solamente nella prima versione, dattilografata, Ravina stigmatizza il comportamento della Direzione Cogne nelle assunzioni: “Oggi i giovani per poter entrare alla Nazionale Cogne devono dimostrare di simpatizzare per la Democrazia Cristiana e per la CISL . Se qualcuno di essi anche di quelli che hanno frequentato la scuola di fabbrica dimostrano di simpatizzare per la nostra Organizzazione o per i partiti di sinistra la Nazionale Cogne gli chiude la porta come è avvenuto per il giovane Comin” 96 . Il riferimento era a Sergio Comin, nipote di Guido Comin, Presidente della CI Sider licenziato durante la vertenza dei 47 giorni, la cui assunzione come allievo Scuola Cogne avvenne con un forte ritardo rispetto alle altre, nonostante l’impegno assunto dalla Cogne nei confronti della Camera del Lavoro. Ugualmente drastica fu la critica di Ravina nei confronti di CISL e SAVT : “Questa politica discriminatoria, dobbiamo amaramente constatare che viene accolta dai dirigenti delle Organizzazioni scissioniste come atto di favore nei loro confronti e quindi con compiacimento, anzi spesse volte, anche attraverso i loro giornali, essi la richiedono, dimentichi che una politica di discriminazione fra i lavoratori è una politica antioperaia, perciò contro gli interessi dei lavoratori stessi” 97 . La mozione conclusiva del IV Congresso Regionale della Camera Confederale del Lavoro di Aosta e Valle fece propria l’analisi di Ravina: infatti “rileva che l’attuale momento politico è caratterizzato da una massiccia azione di discriminazione politica che partendo dalle fabbriche si estende in tutto il paese” 98 . Individua nei monopoli, meglio nel loro strapotere, nei grandi industriali e negli agrari i fautori di questa “nefasta” politica a cui si addossano le difficoltà del sindacato, senza tuttavia sviluppare una valutazione spassionata ed approfondita dei limiti e carenze nell’azione della CGIL . Contiene, anche, un appello agli altri sindacati, apparentemente non rituale benché limitato all’unità d’azione, all’ “esigenza di sviluppare con maggior vigore ed in ogni occasione le necessarie azioni per la realizzazione dell’unità Sindacale, fattore indispensabile per creare le condizioni atte a modificare l’attuale momento politico” 99 . La mozione conferma gli obbiettivi rivendicativi già indicati da Ravina nella sua relazione, spiccano in particolare la riduzione dell’orario di lavoro da 48 a 40 ore settimanali e 36 per i turni più gravosi; la parità salariale tra uomini e donne; l’istituzione dell’indennità mensa quale nuovo elemento di contrattazione aziendale e la costituzione dei Comitati Antinfortunistici. Sul piano regionale la mozione conferma “la necessità di unirsi nell’azione per ottenere la piena applicazione dello Statuto speciale della Valle d’Aosta ed in particolare, per ottenere un più equo riparto fiscale e l’attuazione della zona franca” 100 . A proposito delle risorse derivanti dal riparto fiscale il IV Congresso propugna, preconizzando una sorta di federalismo fiscale endogeno, che esse “siano devolute all’attuazione di opere di utilità pubblica, prima fra tutte la costruzione di case popolari ad Aosta, Pont-St.-Martin, Verrès, Châtillon ed in tutti quei Comuni dove la carenza di alloggi è particolarmente sentita” 101 . Infine, ribadendo le indicazioni di Annibale Torrione: “il Congresso rivendica altresì l’applicazione della legge 959/53 che istituisce un sovra canone che le Società Idroelettriche devono pagare ai Comuni dei Bacini Imbriferi montani nella misura di L. 1300 per ogni KW di potenza installata all’atto della concessione” 102 . La mozione congressuale si chiuse con un appello, in analogia alla campagna nazionale sul proselitismo, per il tesseramento e per un regolare versamento dei contributi sindacali ancora differenziati tra uomo, donna e giovani [ 109 94) IV Congresso CGIL e VdA, Relazione Ufficio Contratti e vertenze, pag. 2 Archivio CGIL, Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta. 95) Relazione di Ravina, Idem, pag. 15. 96) Idem, pag. 11. 97) Idem, pp. 4/5. 98) Idem, pag. 5. 99) Idem, versione dattilografata, pag. 10. 100) IV Congresso CGIL VdA, Relazione Ufficio Contratti e vertenze, pag. 2 Idem 101) Relazione di Ravina, Idem, pag. 15. 102) Idem, pag. 11.
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