Lavoro e diritti in Valle d'Aosta
fiducia degli operai alla FIOM che ottenne il maggior numero di preferenze. I nuovi eletti furono: Graziola, Comin Guglielmo, De Gaetano, Giacetti, Panciera, Vièrin, Giovannone, Michon e Boccazzi. Sergio Graziola prese il posto di Guido Comin nel capeggiare la CI . Anche la CISL ebbe un aumento di voti, soprattutto tra gli impiegati, mentre il SAVT subì un calo di consensi. Lo sciopero dei 47 giorni alla Cogne segnò l’inizio, anche in Valle, della brutta stagione degli accordi separati, di tensioni drammatiche tra i sindacati che indebolirono la forza contrattuale dei lavoratori. “Sono questi gli anni più travagliati della divisione. Gli anni in cui i rapporti fra le tre organizzazioni ai vari livelli si svolgono per lettere. Gli anni in cui nella CISL e UIL vigono regole ferree sui rapporti unitari, ma soprattutto nella CISL . Firmare congiuntamente alla CGIL una lettera alle controparti equivale al deferimento agli organi statutari per l’adozione di misure disciplinari. Ancor peggio, volantini, manifesti, proclamazione di azioni di lotta. L’autonomia del sindacato, si sosteneva, non può permettere confusione di sigle fra il sindacato democratico e il sindacato socialcomunista” 80 . Non solo alla Cogne ma anche in altre realtà lavorative nel ’54 si verificarono forti agitazioni. Si sviluppò a luglio uno sciopero ad oltranza nelle cave di marmo di Châtillon, Verrayes, Montjovet, Maën, Verrès e Issogne per la richiesta dei cavatori, provenienti per lo più da Carrara, di adeguamenti salariali; nemmeno la mediazione del Sindaco di Châtillon riuscì a placare l’agitazione. A settembre i 1.300 lavoratori dell’ ILSSA Viola di Pont- Saint-Martin iniziarono una dura lotta che si concluse a fine gennaio dell’anno dopo. La causa furono le scelte della nuova gestione del Gruppo Orlando, uno dei più rappresentativi della metallurgia italiana, per ridurre i costi attraverso licenziamenti e forti riduzioni salariali. La lotta raggiunse l’apice nel dicembre ’54 con 24 giorni di sciopero totale, ma per l’irrigidimento aziendale, furono licenziati due attivisti sindacali, e per le differenti posizioni di CISL e SAVT sulla conduzione della vertenza, la compattezza del fronte operaio venne meno. La Camera del Lavoro e la FIOM chiesero, per sbloccare una situazione che rischiava di essere gravemente compromessa, al Presidente della Giunta Regionale, avv. Vittorino Bondaz, “di voler emettere, a tale proposito, un lodo arbitrale, impegnandoci fin d’ora nel modo più formale a rispettare il contenuto dello stesso” 81 . Con quest’atto la lunga vertenza ILSSA VIOLA si chiuse il 21 gennaio ’55. CISL e SAVT contestarono alla CGIL la sigla del “lodo arbitrale” con il Presidente della Giunta Regionale, fatto nuovo nel panorama sindacale della Valle. Le tensioni in campo sindacale non accennarono a diminuire, anzi all’inizio del 1955 Ravina e Colombo denunciarono il Direttore del periodico locale della CISL “Lotte Sindacali”, Friso, per un articolo ritenuto diffamatorio su un accordo stipulato tra la Direzione Cogne e la Camera del Lavoro. A settembre il segretario FIOM , Mario Colombo, propose a CISL e SAVT con una lettera aperta “una lista di candidati in comune ed un comune programma per le elezioni della C.I. Sider della Nazionale Cogne” 82 . Il suo appello non ebbe seguito. Col nuovo anno l’ondata repressiva contro i quadri della CGIL , e FIOM in particolare, toccò la fase più acuta: Luciano Lillaz e Elio Domenichelli persero in appello la causa contro la Cogne per il loro licenziamento avvenuto nei 47 giorni di sciopero dell’anno prima; il rappresentante della FIOT CGIL Buso Giovanni della Soie di Châtillon fu licenziato in tronco per una lieve mancanza sul lavoro; Luigina Perotti, Consigliera comunale di Aosta e rappresentante dell’Unione Donne Italiane, fu licenziata all’indomani della sua elezione nella CI degli impiegati della Cogne. Clamoroso il licenziamento di Redegildo Benati , operaio anziano della Cogne, perché trovato in possesso di copie dell’Unità prima di entrare nello stabilimento. Il caso fu oggetto di un’interpellanza di Ciocchetti e Colombo nel Consiglio Comunale di Aosta che approvò a maggioranza un ordine del giorno che stigmatizzava l’episodio 83 . L’intimidazione antisindacale conobbe anche aspetti di massa come si verificò alla Guinzio e Rossi di Verrès, coinvolta negli intenti ricattatori del Governo USA [ 105 80) C. Perna, Breve storia del movimento sindacale 1943/82 , Ediesse 1983, pag. 45. 81) “Richiesto il lodo sulla vertenza dell’I.L.S.S.A.”, Le Travail , n. 1, 7.1.55. 82) “La FIOM per l’unità della C.I.”, La Colata , n. 15, 1.9.1955. 83) La Colata, n. 9, del 14.05.55. La Colata , n. 15 del 1.9.55. Il Consiglio Comunale chiede il ritiro del licenziamento dell’operaio Benati. “Il Consiglio Comunale della Città di Aosta nella sua seduta del 10.05.1955, preoccupa- ta dei metodi messi in atto dalla direzione della Naz. Cogne attraverso trasferimenti, licen- ziamenti di personale, che ultimamente sono culminati nel licenziamento del Signor Benati Redegildo perché trovato in possesso di venti copie del giornale Unità, prima ancora che avesse timbrato il cartellino di entrata allo stabilimento. Il Consiglio Comunale rileva che, il mettere in atto la visita personale dei lavoratori all’entrata dello Stabilimento provoca grave nocumento alla dignità ed alla personalità dei lavoratori stessi, in quanto, viene imposta indubbio la loro onestà di cittadini, ed al tempo stesso il vietare di recare con essi giornali o stampe autorizzate di qualsiasi opinione politica e sindacale, lede i diritti di libertà ed i diritti politici sanciti dalla Costituzione Repubblicana… Il Consiglio Comunale dà mandato al Sig. Sindaco di rendersi interprete del presente o.d.g. presso l’Autorità regionale e la Direzione generale della Nazionale Cogne”.
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