Lavoro e diritti in Valle d'Aosta
l’espansione della produzione della Nazionale Cogne sul mercato nazionale ed estero, come elemento essenziale per la rinascita dell’economia regionale”. A ciò si aggiungeva la richiesta dell’ “immediata uscita di tali aziende, ed in particolare della Nazionale Cogne, dalla Confindustria, che non sono compatibili con le funzioni sociali e di interesse pubblico che deve avere un’azienda di integrale proprietà dello Stato” 76 . Dalla spinta politica indotta da questo progetto di legge, presentato da parlamentari che erano esponenti di primo piano della CGIL come Roveda, nacque il Ministero delle Partecipazioni Statali e le aziende che ne facevano capo furono associate all’Intersind. A marzo si verificò un altro strappo nella normale prassi sindacale della Cogne; per la prima volta la CI fu scavalcata dalla CISL nel trattare alcune rivendicazioni, legate al trattamento economico delle festività infrasettimanali, direttamente con la Direzione. Ma il casus belli che portò alla vertenza dei 47 giorni si verificò il 12 maggio quando l’operaio Ferronato del treno lamiere fu sospeso per tre giorni “perché si era rifiutato di lavorare durante la mezz’ora di riposo” 77 . La risposta operaia fu immediata, alle ore 11 di giovedì 12 maggio un corteo operaio uscì dalla Cogne e si recò in Consiglio Regionale per essere ricevuto dal Presidente Caveri. L’azienda replicò inviando nella sera dello stesso giorno la lettera di sospensione dal lavoro a tre membri della CI : Guido Comin, presidente della stessa, Giulio Ourlaz e Ottavio Vittone (i partigiani Dulo e Tavio). Otto giorni dopo la loro sospensione fu trasformata in licenziamento. Scoppia la vertenza, in prima battuta unitaria con la richiesta di ritiro dei provvedimenti punitivi contro Ferronato ed i tre componenti della CI per comprendere altri punti quali: “acconti sui futuri aumenti salariali, siano rispettati i diritti della CI , restituiti i soldi sottratti agli operai dello Alto Forno, risolti i cottimi sospesi e i guardiani facciano i guardiani” 78 . Lo sciopero fu articolato in due ore al giorno alla fine di ogni turno, durante i quali operai ed impiegati presidiavano l’ingresso principale della Cogne con l’attiva presenza di molti abitanti di Aosta. Testimonia il grado di solidarietà e l’attenzione verso questa vertenza, di cui tutti coglievano la gravità, la speciale bandiera che sventolò per qualche giorno sul pennone centrale della Cogne, prima che la Direzione [ 103 76) La Colata , n. 6, 1.04.54. 77) Le Travail , n. 11, 7.06.54. Aosta, maggio 1954. Gli operai della Cogne in sciopero si dirigono verso il Consiglio Regionale. 2
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