Lavoro e diritti in Valle d'Aosta

Aosta per la difesa dei lavoratori Cogne” ebbe un incontro con il sottosegretario Mot le cui dichiarazioni “non furono allarmanti” 73 , come dichiararono al loro ritorno i componenti del Comitato. Un risultato, per quanto parziale, fu ottenuto: “La pressione unitaria di tutto il popolo Valdostano ha costretto la direzione della Cogne ad assicurare un salario minimo di 40 ore di retribuzione a tutti i lavoratori ad orario ridotto” 74 . Le contraddizioni accumulatesi, i problemi non risolti, le tensioni da tempo in essere subirono una brusca accelerazione a metà del 1954 con la vertenza dei 47 giorni che segnò una pesante sconfitta della CI della Cogne e una profonda frattura tra i Sindacati a causa dell’accordo separato tra la Nazionale Cogne e CISL-SAVT. Solo sei anni dopo, con l’altra grande vertenza del 1960 , l’asse sindacale si ricompattò e trovarono soluzione quegli aspetti vertenziali che nel 1950 non ebbero risposte adeguate. Prima di ricostruire brevemente quella complessa vicenda occorre ricordare che agli evidenti intenti di emarginare la CI , e la sua componente più rappresentativa, s’intrecciavano problemi locali (cottimi, mancate assunzioni, non soddisfacente distribuzione di carbone ai dipendenti Cogne, poca chiarezza nelle scelte produttive…) con quelli nazionali. Infatti, nel giugno ’ 54 CISL e UIL sottoscrissero con Confindustria l’accordo sul conglobamento delle voci salariali con incrementi retributivi assai modesti, al di sotto del 5% sui salari esistenti, quindi ben inferiori non solo alle richieste della CGIL ma anche della UIL che erano del 10%. Per la rigidità delle posizioni della Confindustria, la CGIL a maggio abbandonò il tavolo delle trattative anche se il risultato della vertenza, peraltro modesto, è da ascrivere alle forti mobilitazioni nazionali, territoriali e aziendali messe in campo dalla CGIL . Nel febbraio ’54 CGIL e SAVT proclamarono due ore di sciopero a fine turno per rilanciare l’insieme di rivendicazioni presentate all’ AVI nel giugno dell’anno precedente e che si rifacevano in buona parte alla vertenza nazionale della CGIL . Intanto la CI proseguiva, con sempre maggiore fatica, il confronto con la Direzione Cogne dove venne fra l’altro posto il problema del ruolo dei guardiani, la cui sorveglianza diretta nei reparti, causa di provvedimenti disciplinari presi senza nemmeno informare i capiturno, contravveniva accordi preesistenti ed era causa di forte malcontento della CI . Sintomatico è quanto accadde al “fiduciario” Carlo Boccazzi, futuro Segretario FIOM e CGIL . “La Direzione ha punito con tre giorni di sospensione il Fiduciario del reparto Calderai, Boccazzi, per avere egli riferito ai lavoratori quanto era stato deciso da un’assemblea di lavoratori in merito alle lotte da condurre contro tali sistemi. I lavoratori del Rep. Calderai hanno subito aperto una sottoscrizione per risarcire il fiduciario della perdita del salario e si sono riservati di agire nel modo che riterranno migliore onde far recedere la Direzione da quel provvedimento” 75 . Decisa all’inizio dell’anno dal Consiglio Generale dei sindacati, organo direttivo della Camera del Lavoro di Aosta e Valle, alla presenza del vicesegretario CGIL Vittorio Foa, il 21 marzo si svolse al Teatro Giacosa la Conferenza di produzione sulla Cogne e l’industria valdostana. Nella sua introduzione Ravina fornisce dati interessanti sulla situazione occupazionale della Valle: a fronte di 13.000 occupati nell’industria ben 8.300 erano nella sola Cogne, il tasso di disoccupazione era piuttosto alto, pari all’8% sulla popolazione attiva, che tradotto in cifra equivaleva a 3.000 disoccupati. La denuncia del Segretario della Camera del Lavoro è precisa: dal 1946 al 1952 la produzione di ghisa era triplicata mentre quella dell’acciaio raddoppiata. Se rapportata individualmente la produzione era passata dai 50 Kg procapite nel 1946 a 116 Kg . nel 1952; ciò era avvenuto con organici sempre più ridotti perché all’uscita di personale non corrispondeva nemmeno l’assunzione degli allievi della Scuola Cogne al termine del loro periodo d’apprendimento. La mozione conclusiva della Conferenza di produzione, a cui partecipò l’on. Antonio Giolitti ancora iscritto al PCI prima dei fatti d’Ungheria del 1956, non si limitò a denunciare i licenziamenti messi in atto dalla Cogne e da altre aziende, la riduzione imposta degli orari settimanali di lavoro, il ricorso sempre più frequente a provvedimenti disciplinari ma, nell’evidenziare le difficoltà di mercato della Cogne, pose l’accento sull’approvazione del “progetto di legge per la riorganizzazione delle aziende siderurgiche e meccaniche che fanno parte dell’ IRI-FIM e Demanio (Cogne, ndr)…Tale richiesta è determinata dal fatto che occorre creare con urgenza le condizioni per 102 ] 73) Idem. 74) “La prima vittoria dell’azione unitaria”, La Colata , n. 8, 2.12.1953, Biblioteca Regionale, Aosta. 75) “Ancora provocazioni”, La Colata n. 3, 15.02.54.

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