Nota congiunturale regionale Marzo 2015

6 Servizi -2,7 -2,9 -2,6 -2,9 I valori nominali sono stati deflazionati con gli indici dei prezzi NIC di ciascuna area e fanno riferimento alla spesa per consumi finali sul territorio economico delle famiglie residenti e non residenti. Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 2015. Come nelle altre aree del Paese anche in Valle d’Aosta si osserva tuttavia una diminuzione dei consumi delle famiglie, sia pure in misura inferiore (-2,9%) rispetto a quanto calcolato per le aree prese a riferimento. Come si vede dalle percentuali riportate nella tabella 4, in regione nel 2012 i consumatori hanno ridotto del 3,4% le spese per gli acquisti di beni non durevoli e del 2,0% per quelli di beni durevoli. I servizi acquistati hanno invece segnato una diminuzione del 2,7%. Le riduzioni tendenziali maggiori hanno interessato le spese per l’istruzione (-10,1%), la sanità (-10,0%) e il vestiario e calzature (-7,5%). L’unica voce a segnare un andamento positivo è quella relativa alle spese per mobili, elettrodomestici e manutenzione della casa (2,1%), in controtendenza rispetto a quanto rilevato nelle altre aree. La prudenza nelle decisioni di spesa può essere spiegata dall’incertezza che ancora grava sulle prospettive economiche nazionali, sebbene nel 2013, nell’ambito dell’indagine multiscopo sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana”, il 54,0% delle persone con 14 anni o più intervistate dall’ISTAT in Valle d’Aosta si dichiarasse molto o abbastanza soddisfatto della propria condizione economica durante i dodici mesi precedenti. Tale percentuale è scesa al 50,5% nel 2014. La spesa per consumi finali è poi legata soprattutto al reddito da lavoro dipendente e quindi risente delle prevalenti condizioni nel mercato del lavoro, per le quali si rimanda qui al paragrafo 3 . È inoltre possibile che, almeno in parte, la contrazione della spesa sia anche dovuta alla restrizione dell’offerta che ancora permane nel mercato del credito regionale. In questa situazione nella quale sia il settore pubblico sia quello privato decidono di non decidere, spendendo meno tanto per l’acquisto di beni di investimento quanto per l’acquisto di beni di consumo, la domanda proveniente dall’estero continua a rivestire una importanza rilevante anche a livello regionale. Tra il 2009 ed il 2013 le esportazioni hanno contribuito per l’1,7% alla formazione del prodotto aggregato regionale, che è comunque diminuito dello 0,6%. L’importanza dell’export relativamente al PIL valdostano è aumentata al 12,8% nel 2013 ma rimane comunque inferiore rispetto alla media nazionale del 24,7% (Banca d’Italia, 2014). Più in generale è già stato notato che la Valle d’Aosta presenta un indice di apertura al commercio con l’estero (somma di export ed import in rapporto al PIL) decisamente inferiore non solo a quello nazionale ma anche a quello di tutte le altre regioni della ripartizione nord-occidentale e a quello di altri territori simili e di frontiera coma la provincia autonoma di Bolzano (IRES Lucia Morosini, 2014). Dal 2011 l’apertura agli scambi è inoltre diminuita al 18,2% nel 2012 e al 16,6% nel 2013. Tabella 5 – Risultati positivi delle esportazioni regionali verso il resto del mondo Variazioni percentuali. 2014 2013 Cong. Tend. Cong. Tend. Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste 5,0 6,1 8,6 -3,8 Provincia autonoma di Bolzano - Bozen 4,4 3,1 12,0 4,6 Nord-Ovest 8,9 2,2 6,9 0,7 Piemonte 10,8 3,3 8,7 3,8 Lombardia 9,3 1,4 6,2 0,0

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