Nota congiunturale regionale Marzo 2015
24 3. Il lavoro e gli ammortizzatori sociali Malgrado la congiuntura recessiva la partecipazione al mercato del lavoro in Valle d’Aosta si mantiene su livelli elevati. L’offerta di lavoro è aumentata soprattutto tra il genere maschile; nel 2014 il tasso di attività complessivo è aumentato di circa l’1,0% portandosi così al 72,2% (Tabella 17). Si tratta dell’aumento più consistente rilevato fra le aree qui considerate mentre la percentuale complessiva viene superata soltanto da quella della provincia di Bolzano (73,8%). La ripartizione nord-occidentale insieme al settentrione si ferma infatti al 70,2%. Il dato nazionale non arriva invece al 64,0% (63,7%). Anche il tasso di occupazione è aumentato nello stesso periodo nella misura dello 0,6%. L’aumento ha interessato soprattutto la componente maschile (0,9%) che non quella femminile (0,3%). La percentuale complessiva degli occupati per il 2014 sale quindi al 66,2%. Si tratta di nuovo della seconda percentuale più elevata tra quelle qui considerate dopo quella bolzanina (70,8%). Il dato è migliore anche di quello nord-occidentale (63,8%), settentrionale (64,3%) e nazionale (55,7%). L’aumento degli addetti è da ricondurre soprattutto al miglioramento rilevato nei settori industriali e, marginalmente, nei comparti dei servizi diversi dal commercio; in tutti gli altri settori l’occupazione ha continuato a diminuire (Banca d’Italia, 2014a). Tabella 17 – Elevata partecipazione al mercato del lavoro in regione Valori percentuali. Anno 2014. Tasso di attività Tasso di occupazione Valle d’Aosta - Vallée d’Aoste 72,2 66,2 Provincia autonoma Bolzano - Bozen 73,8 70,8 Piemonte 70,1 62,4 Lombardia 70,6 64,9 Liguria 67,9 60,7 Nord-Ovest 70,2 63,8 Nord-Est 70,2 65,0 Nord 70,2 64,3 Italia 63,7 55,7 Le percentuali sono calcolate per la popolazione e le forze di lavoro di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Il tasso di attività è definito come il rapporto tra la forza lavoro e la popolazione in età attiva. Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, 2015. L’aumento dell’occupazione non è stato accompagnato da una diminuzione della disoccupazione e la causa è da individuare probabilmente nel perdurante contesto recessivo. Nel 2014 il tasso di disoccupazione in regione è stato pari all’8,9% (Figura 6) e di poco inferiore a quello prevalente nel Nord-ovest (9,3%). Rispetto a cinque anni prima l’aumento è stato pari al 4,4%. Rispetto al 2013 invece l’aumento è stato dello 0,6%. In termini assoluti si è trattato di un aumento di 476 unità che ha così portato il numero complessivo di persone disoccupate in regione a 5.397 individui: 3.086 maschi e 2.312 femmine. L’aumento del tasso di disoccupazione ha interessato soprattutto il genere maschile per il quale è stato dell’1,0% mentre per quello femminile l’aumento si è fermato allo 0,3%. La provincia di Bolzano è l’area con il tasso di disoccupazione più basso in Italia quindi il confronto con la Valle d’Aosta risulta particolarmente sfavorevole nella figura 6, tuttavia nel 2014 anche Emilia- Romagna (8,3%), Lombardia (8,2%), Friuli-Venezia Giulia (8,0%) e Veneto (7,5%) mostrano tassi di disoccupazione più bassi. In effetti il 2014 sembra essere stato l’anno peggiore per la regione per quanto riguarda la disoccupazione. D’altra parte quando si calcola il tasso medio di disoccupazione
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