Nota congiunturale regionale Marzo 2015

17 Fin qui sono state fornite alcune indicazioni riguardanti la struttura del tessuto produttivo in Valle d’Aosta. A complemento si possono quindi fornire alcune considerazioni circa il grado di vitalità di questo sistema. Negli ultimi cinque anni il numero di imprese registrate in regione si è mantenuto su una media di 13.749 unità mentre la media delle aziende attive è stata di 12.085 unità. Le imprese registrate e quelle attive nel 2013 e nel 2014 si sono collocate al di sotto di questi valori medi (Tabella 10), rallentando così la crescita dello stock di imprese. Negli stessi anni il saldo tra iscrizioni e cessazioni si è mantenuto negativo con un tasso di mortalità superiore a quello di natalità. Il numero di imprese cessate è particolarmente rilevante nel 2013, quando le attività chiuse per cause che non comportano la cancellazione d’ufficio, come la congiuntura sfavorevole, arriva a 992 unità. Il biennio 2012 – 2013 ha segnato il blocco dell’espansione e la successiva riduzione della base produttiva regionale. Tabella 10 – Saldo negativo per la demografia d’impresa in regione Numero di imprese e valori percentuali. Registrate Attive Iscritte Cessate totali Cessate* Saldo Tasso natalità Tasso mortalità Turnover 2014 13.342 11.650 749 924 853 -104 5,6 6,4 -0,8 2013 13.544 11.860 779 1.130 992 -213 5,8 7,3 -1,6 2012 13.896 12.211 853 892 843 10 6,1 6,1 0,1 2011 13.928 12.286 799 917 844 -45 5,7 6,1 -0,3 2010 14.035 12.416 911 981 878 33 6,5 6,3 0,2 *Cessazioni totali al netto delle cancellazioni d’ufficio. Fonte: elaborazioni su dati Infocamere, Movimprese 2015. Il tasso di turnover (la differenza fra tasso di natalità e quello di mortalità) più elevato nel 2014 in Valle d’Aosta si può calcolare per il settore assicurativo e per quello dei servizi veterinari (Tabella 11). Come si vede però si tratta di un risultato determinato da una sola impresa iscritta contro nessuna cancellazione. L’altro settore che mostra una dinamica vivace della demografia aziendale è quello residuale delle imprese non classificabili. Si tratta comunque di categorie che non arrivano a contare nemmeno 10 imprese attive ciascuna. Tra i settori che invece sono formati da un buon numero di imprese attive, quelli che mostrano un turnover positivo confermandosi così come “vitali” sono i servizi di riparazione computer e altri beni personali (5,0%), le attività dei servizi di informazione ed altri servizi informatici (4,5%), seguite da quelle di direzione aziendale e di consulenza gestionale (4,3%) e dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (2,9%). I servizi di fornitura di energia elettrica, gas e vapore (1,8%) e le attività ausiliarie ai servizi finanziari ed assicurativi (0,5%) chiudono la serie di turnover positivi. Usando il medesimo criterio per i tassi di turnover negativi, e cioè selezionare i settori che contano numerose imprese attive, si può notare che i settori di specializzazione tradizionale della regione sono anche quelli più maturi e saturi. I comparti che fanno riferimento all’edilizia come i lavori di costruzione specializzati (-4,0%); le attività immobiliari (-4,4%); la costruzione di edifici (-4,7%); al commercio all’ingrosso (-4,7%), alla metallurgia (-6,3%) e all’industria del legno (-6,8%) mostrano infatti tassi negativi, con un notevole numero di imprese cessate o nessuna nuova impresa iscritta. La stessa tabella 11 è infine utile per osservare che, almeno nel 2014, il maggior numero di imprese attive in Valle d’Aosta si distribuisce nell’ordine tra i servizi di alloggio e ristorazione (1.689), i lavori di costruzione specializzati (1.529), il commercio al dettaglio (1.515), le coltivazioni agricole (1.462), le attività di costruzione di edifici (997) e le attività immobiliari (560).

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