Nota congiunturale regionale Marzo 2015

13 2. Le imprese ed il sistema produttivo Il tessuto industriale della Valle d’Aosta sembra continuare a percorrere un sentiero di doppio riorientamento progressivo: da un lato la specializzazione passa dai settori propriamente industriali al comparto dei servizi; dall’altro, all’interno delle attività manifatturiere, la produzione sembra concentrarsi verso i beni a medio-alto contenuto tecnologico. I settori che più hanno contribuito alla formazione del valore aggiunto regionale si notano nella figura 3. Al di là del processo di riorganizzazione produttiva, nel 2011 i settori delle attività immobiliari, dell’amministrazione pubblica e delle costruzioni contribuivano per più di un terzo al valore aggiunto complessivo (36,1%). Se si aggiungono i settori dell’istruzione, dei trasporti e del commercio la quota arriva al 57,8%. Figura 3 – Attività immobiliari, settore pubblico e costruzioni i contributi più rilevanti al valore aggiunto Branche di attività NACE rev.2. Anno 2011 A: Produzioni vegetali e animali, caccia, silvicoltura B: Pesca e acquacoltura C: Industria estrattiva D: Industrie alimentari, delle bevande e tabacco E: Fabbricazione coke e derivati petrolio. Prodotti chimici e farmaceutici F: Industrie tessili G: Industrie del legno e della carta H: Fabbricazione articoli in gomma e plastica I: Fabbricazione computer ed elettronica K: Attività metallurgiche L: Fabbricazione mezzi trasporto M: Fabbricazione mobili e altre industrie manif. N: Fornitura energia elettrica, gas e vapore O: Fornitura acqua, reti fognarie P: Costruzioni Q: Commercio ingrosso e dettaglio R: Trasporti e magazzinaggio S: Servizi alloggio e ristorazione T: Servizi informazione e comunicazione U: Attività finanziarie ed assicurative V: Attività immobiliari W: Attività professionali, scientifiche e tecniche X: Attività amm.ve e supporto alle imprese Y: Amm. pubblica e difesa Z: Istruzione AA: Sanità e assistenza sociale BB: Attività artistiche e intrattenimento CC: Altre attività di servizi DD: Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro. Per chiarezza espositiva non sono esplicitati i settori che hanno contribuito per meno dello 0,5% alla formazione del valore aggiunto (B, C, E, F, H, L, O, DD). Fonte: elaborazioni su dati ISTAT, Conti economici regionali (novembre 2013). Rispetto a dieci anni gli stessi settori hanno inoltre aumentato le loro quote sul valore aggiunto regionale (Tabella 9). In un arco di tempo nel quale il valore aggiunto complessivo è infatti aumentato dell’8,7%, per i comparti dell’istruzione, dei trasporti e magazzinaggio, della pubblica amministrazione e delle costruzioni si rilevano aumenti del 2,9%, 2,6%, 1,7% e dell’1,6% rispettivamente. Con questi settori altri 4 aumentano il loro contributo alla formazione del valore aggiunto. Al contrario, i restanti 21 comparti hanno mantenuto le loro posizioni di dieci anni prima (Attività di famiglie e convivenze e fabbricazione di mezzi di trasporto) oppure hanno visto diminuire la loro quota. Tra questi ultimi le A 1,3% D 1,2% G 0,6% I 2,3% K 1,3% N 3,4% P 10,5% Q 6,6% R 7,5% S 7,2% T 4,9% U 3,4% V 13,4% W 4,5% X 1,0% Y 12,2% Z 7,6% AA 6,3% BB 1,3% CC 1,3%

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